Estrazione di petrolioEstrazione di petrolio

BIDEN INTENZIONATO A  REVOCARE IL DIVIETO DI IMPORTAZIONE DEL PETROLIO RUSSO 

 

Dove si sputa si lecca: Joe Biden ha annunciato che sta lavorando alla revoca del divieto di importare il petrolio russo.

Il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato ieri che la sua amministrazione sta valutando molto seriamente la possibilità di revocare la misura che vieta l’importazione di petrolio russo per mitigare gli effetti che questa sanzione ha provocato sul prezzo della benzina.

“Si sta considerando cosa si può fare per comprare il petrolio, ma a un prezzo basso”, ha detto il presidente ai giornalisti, secondo Bloomberg.

“I russi hanno un enorme bisogno di venderlo e lo venderebbero a un prezzo significativamente inferiore rispetto a quello che il mercato sta generando in questo momento”, ha detto Biden.

Insomma il presidente statunitense starebbe pensando di acquistare il greggio russo ad un prezzo significativamente più basso di quello di mercato per tentare di abbassare il prezzo della benzina che negli Stati Uniti ha raggiunto il record di 4,5 dollari al gallone. 

L’8 marzo Biden ha annunciato il divieto di importazione di petrolio, alcuni prodotti petroliferi, gas naturale liquefatto e carbone dalla Russia in risposta all’operazione militare di Mosca in Ucraina.

L’idea di rimuovere il divieto di acquisto di petrolio russo da parte degli Stati Uniti potrebbe sembrare bizzarra alla luce del fatto che proprio lunedì l’Unione Europea, sotto pressione da parte della Casa Bianca, aveva deciso di imporre un embargo all’importazione di petrolio russo.

I paesi membri dell’Unione Europea hanno deciso di vietare le importazioni di petrolio e prodotti petroliferi russi.  L’embargo non si estende a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, che possono ricevere greggio solo attraverso l’oleodotto Druzhba.  Le restrizioni entreranno in vigore tra sei mesi per il petrolio e tra otto mesi per i prodotti petroliferi raffinati.

Non è bizzarra in quanto da oltre oceano hanno ottenuto ciò che volevano ovvero privare l’economia europea di un importante fornitore mettendola in grave crisi. In fondo tutta la crisi ucraina è stata progettata proprio per attaccare in primo luogo l’economia russa ed in secondo luogo quella europea  facendola diventare più dipendente dagli Stati Uniti.

Infine, se la revoca del divieto di acquisto del petrolio  russo dagli Stati Uniti andasse in porto. chi ne beneficerebbe maggiormente sarebbero ovviamente le imprese petrolifere e marginalmente i consumatori finali. Misura questa che potrebbe però essere uno specchietto per le allodole in vista delle prossime elezioni di medio termine che si terranno il prossimo novembre e che vedono il Partito Democratico in forte contrazione.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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