Il gasdotto North Stream

CRISI DEL GAS: LA GERMANIA E’ DISPOSTA A RESTITUIRE LA TURBINA IN RIPARAZIONE A GAZPROM 

 

Per alleviare l’impatto della crisi del gas la Germania è disposta a restituire la turbina che le era stata consegnata per alcune riparazioni dalla compagnia energetica russa Gazprom che attualmente si trova in Canada.

Agli inizi  di giugno la compagnia energetica russa Gazprom aveva annunciato la riduzione del flusso del gas attraverso il gasdotto North Stream 1 che collega direttamente la Russia con la Germania a causa di problemi tecnici. Gazprom aveva consegnato una turbina all’impresa tedesca Siemens per alcune riparazioni. La Siemens aveva inviato successivamente la turbina in Canada, a Montreal, dove si trova l’unica azienda in grado di provvedere alle riparazioni ma a causa delle successive sanzioni contro la Russia l’impresa canadese si era rifiutata di restituire la turbina alla Siemens.

L’impresa canadese non intende restituire la turbina in quanto se lo facesse violerebbe il regime sanzionatorio imposto alle aziende russe e potrebbe essere a sua volta sanzionata. Ora arriva dal governo tedesco la notizia che l’impresa canadese sarebbe disposta a restituire la turbina alla Siemens,, essendo Siemens un’azienda tedesca non incorrerebbe in alcuna sanziona. Il vice ministro degli Esteri e ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, aveva esortato il Canada a consegnare la turbina alla Germania invece che alla Russia per evitare problemi legali.

“Le sanzioni sono il risultato di una decisione dell’Unione europea, quindi la Germania deve ottenere dal Consiglio europeo il via libera unanime per restituire la turbina, che è un’esportazione teoricamente vietata in tutti gli Stati membri”, ha affermato Samuele Furfari, professore di geopolitica energetica presso la Libera Università di Bruxelles.

Il professore ha spiegato che la Germania avrebbe invocato la carenza di energia per il prossimo inverno e la sua necessità di riempire i depositi di riserve di gas quale motivo della restituzione della turbina a Gazprom.

Secondo i dati di Gas Infraestructure Europe (GIE), i sistemi di stoccaggio del gas in Europa sono ora pieni al 60 per cento.

“Per l’Europa, senza un aumento delle forniture dalla Russia nel terzo e quarto trimestre, è difficile raggiungere l’obiettivo di mantenere l’80 per cento delle riserve per l’inizio della stagione invernale”, ha affermato Alexei Belogóriev, vicedirettore dell’Istituto di energia e finanza del quotidiano BFM, aggiungendo che esiste il rischio che molto gas debba essere  acquistato da altri fornitori tra agosto-settembre e ottobre se le forniture dalla Russia sono così basse. 

Inoltre non è detto che tutto il gas che non arriva dalla Russia possa essere soppiantato con il gas liquefatto. Infatti esiste una grossa concorrenza da parte dei paesi asiatici che acquistano ingenti quantità di gas liquefatto per i loro bisogni energetici. Quindi i rischi di non avere i depositi ben pieni in Europa per affrontare la stagione invernale sono molto alti.

Non bisogna poi dimenticare che da domani, secondo quanto dichiarato da Gazprom, il gasdotto North Stream 1 sarà completamente chiuso fino al 21 luglio per alcune manutenzioni programmate da tempo e la Germania resterà senza gas dato che la maggior parte lo riceve proprio dalla Russia attraverso questo gasdotto.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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