Incendio Matanzas

CUBA: ESPLODE UN TERZO DEPOSITO DI CARBURANTE A MATANZAS 

 

L’incendio nella zona industriale di Matanzas, a Cuba, non si ferma, nella notte un terzo deposito è esploso.

Un terzo serbatoio di carburante è esploso questa notte nella zona industriale di Matanzas, a Cuba, dove venerdì è scoppiato un incendio che ha causato al momento un morto e 122 feriti. Sedici persone risultano ancora disperse.

La seconda esplosione è stata registrata domenica alle 23:30 (ora locale) nella zona dei depositi di carburante di Matanzas dopo che il vento ha cambiato direzione. Il terzo deposito è esploso a seguito del collassamento del secondo che ha provocato l’uscita del carburante in fiamme questa notte. 

Le squadre dei pompieri che lavoravano sul sito erano state evacuate. Le autorità cubane stanno lavorando per la messa in opera di una pompa di grandi dimensioni che servirà per spruzzare schiuma chimica su  entrambi i serbatoi.

Venerdì, un incendio è scoppiato nella stessa zona dopo che un fulmine ha colpito uno dei depositi di carburante che si trova  nel deposito generale  situato alla periferia di Matanzas, a circa 90 chilometri a est dell’Avana, la capitale. Il primo deposito conteneva 25.000 metri cubi di carburante, il 50 per cento della sua capacità totale. Alle 05.00 (ora locale) di sabato, l’incendio si è diffuso in un secondo deposito contenente 50.000 metri cubi di petrolio. 

Il porto di Matanzas, identificato con il codice 041, le cui banchine consentono l’ormeggio simultaneo di un massimo di 6 barche, e ammette altri 4 ancoraggi, riceve in media più di 300 navi all’anno.

Il porto è l’unico in cui possono attraccare le superpetroliere. Qui sorge il principale centro commerciale di carburante a Cuba. Elabora il petrolio estratto nei depositi dell’ovest e del centro del paese, e una parte significativa di esso proveniente dall’estero.

Situato al chilometro 4.3 della Zona Industriale sulla costa nord della Baia di Matanzas, è anche il più grande sito destinato allo stoccaggio di combustibili, incluso il gas liquefatto, con una capacità di circa 800.000 metri cubi, grazie principalmente a 10 grandi serbatoi con una capacità di 50.000 metri cubi ciascuno, identificati con i numeri 27, 37 e da 49 a 56.

Il porto dispone di 5 banchine, con capacità di ricevere navi fino a 180.000 tonnellate e 20 metri di pescaggio.

Il deposito è stato costruito alla fine degli anni ’80 con la collaborazione dell’ormai defunta Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, aveva una capacità di stoccaggio di circa mezzo milione di tonnellate di carburante, un molo con  acque profonde con tre ormeggi, è stato integrato in un oleodotto che lo collegava alla raffineria “Camilo Cienfuegos”, situata sulla costa meridionale, sulla baia di Cienfuegos.

Dei serbatoi di 50.000 metri cubi di capacità, due si trovano nell’area di base. Il numero 27 ha un diametro di 74,10 metri e un’altezza di 11,92 metri dal livello del suolo, con un perimetro di 232,79 metri e una superficie di 4.312,47 metri quadrati.

Mentre il numero 37 ha un diametro leggermente più piccolo, 60,50 metri, ma più alto, in quanto raggiunge i 18,75 metri. Il suo perimetro è di 190,07 metri e occupa un’area di 2.875 metri quadrati.

I restanti 8, costruiti 10 anni fa a seguito della collaborazione con il Venezuela nell’ambito dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe e basati su un ambizioso progetto di completamento e ristrutturazione per sostenere una futura raffineria con una capacità di 150.000 barili al giorno, sono stati eretti a nord dell’area originale, in due batterie da quattro serbatoi ciascuna, situate in linea retta e a 50 metri l’uno dall’altro.

In questi ultimi depositi si è sviluppato l’incendio che ancora non è stato domato.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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