Il dollaro statunitense

CUBA: INIZIA LA VENDITA DI VALUTA STRANIERA NELLE BANCHE 

 

Importante riforma a Cuba: inizia da oggi, 23 agosto, la vendita di valuta straniera presso gli istituti di credito e presso le Case di Cambio (Cadeca) dopo che dal 4 agosto scorso era stato implementato il tasso di cambio tra Peso Cubano e Dollaro statunitense.

Durante la trasmissione televisiva Mesa Redonda andata in onda ieri,a cui hanno partecipato il il Vice Ministro e Ministro dell’Economia e Pianificazione Alejandro Gil Fernandez e la Presidente della Banca Centrale di Cuba Marta Sabina Wilson Gonzales, è stato annunciato che da oggi gli istituti di credito cubani e le Case di Cambio inizieranno a vendere valuta straniera a tutti coloro che ne faranno richiesta.

Questa ulteriore misura si aggiunge alla precedente entrata in vigore il 4 agosto scorso che cambiava il tasso di cambio tra Dollaro statunitense e Peso cubano fissandolo a 120 Pesos per Dollaro rendendolo allo stesso tempo fluttuante e non fisso. Il precedente tasso di cambio, entrato in vigore il 1 gennaio 2021, dopo la riforma monetaria che aveva mandato in pensione il Peso Convertibile lasciando nel paese solo una moneta circolante, il Peso Cubano, era invece di 24 Pesos per Dollaro. Un cambio che si discostava notevolmente da quello informale.

Con notevole ritardo, al fine di combatter il dilagante cambio informale lo stato aveva deciso, con la misura entrata in vigore il 4 agosto scorso,, di creare un mercato valutario ufficiale ponendo quindi il tasso di cambio leggermente superiore a quello non legale. Già nel gennaio scorso, quando fu tolto di circolazione il Peso Convertibile, il cambio informale del Dollaro era molto più alto di quello che lo stato aveva fissato ufficialmente: per acquistare un Dollaro occorrevano circa 50 Pesos. Con il passare del tempo il cambio ha continuato ad aumentare dato che non era possibile acquistare legalmente valute presso gli istituti di credito. Questo continuo aumento ha causato una spirale inflattiva molto elevata: tutti i prezzi dei beni e dei servizi sono aumentati di conseguenza.

La decisione di creare un mercato valutario ufficiale con tassi di cambio reali e non fissi tenta, in primo luogo, di stroncare il dilagante mercato informale di valute che è la causa principale dell’alta inflazione. La seconda misura. quella che entra in vigore oggi, ovvero la possibilità di acquistare valute legalmente dovrebbe mettere il traffico illegale di valuta al palo o comunque ne ridurrà notevolmente le dimensioni.

La stessa Presidente della Banca Centrale di Cuba Marta Sabina Wilson Gonzales ha affermato, durante la trasmissione televisiva andata in onda ieri, che in venti giorni dall’entrata in vigore della misura che permette di vendere valuta legalmente nelle banche ad un cambio di 120 Peso per Dollaro ha permesso di incamerare valuta straniera dieci volte maggiore di quella acquistata in un mese. Come si vede se lo stato permette una via legale sia i cubani che i turisti che visitano l’isola usano canali legali. Occorre quindi domandarsi perché tale misura, ovvero un cambio monetario fluttuante, non sia stato introdotto fin dal 1 gennaio 2021 e perché si è poi aspettato oltre un anno e mezzo per accorgersi di aver clamorosamente sbagliato?

Siccome il sistema di vendita delle valute straniere si alimenta per se stesso la disponibilità di valuta straniera dipende da quanta valuta viene acquistata dalle banche e dalle Case di Cambio. Per permettere a tutta la popolazione di poter accedere al servizio di acquisto è stato stabilito che ogni persona non possa comprare più di 100 dollari statunitensi, o di equivalente valore in altra valuta, per volta. 

La domanda che molti si faranno a questo punto è perché in uno stato dove circola una propria moneta, il Peso Cubano. ci sia tanto bisogno di moneta straniera? La risposta è semplice: da più di due anni a Cuba esistono negozi dove per acquistare prodotti anche di prima necessità occorre pagare in moneta straniera. Per far ciò i cubani usano carte di credito emesse dalle banche cubane che vanno caricate con valute straniere come Dollari statunitensi, Euro, Sterline, ecc. Chi non riceve rimesse dall’estero direttamente sulla propria carta di credito è costretto a ricaricarla con valuta che però non era venduta dallo stato, quindi l’unico modo era ricorrere alla vendita informale: da qui la nascita e la proliferazione del mercato nero di valuta straniera.

Questo mercato informale se da un lato permetteva ai cubani di acquistare ciò di cui avevano bisogno nei negozi in moneta straniera, creati dallo stato per tentare di sopperire alle difficoltà imposte dal decennale blocco economico, commerciale e finanziario cui l’isola è sottoposta dagli Stati Uniti, dall’altro ha fatto impennare l’inflazione creando una spirale senza fine. La creazione di un mercato valutario legale dovrebbe fermare questa spirale perversa.

Sullo sfondo di questo e di mille altri problemi che l’economia cubana soffre resta la causa principale di tutti i mali ovvero il decennale blocco economico, commerciale e finanziario che l’isola. come detto. soffre per i capricci degli Stati Uniti. Un blocco che tenta di strangolare l’economia dell’isola che impedisce a Cuba di svilupparsi liberamente. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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