Il gasdotto North Stream

DANNI IRREPARABILI AI GASDOTTI NORTH STREAM 1 E 2 

 

Fonti tedesche dichiarano che i gasdotti North Stream 1 e 2 hanno subito danni irreparabili mentre la Russia chiede una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Alcune fonti tedesche dichiarano che il recente sabotaggio ai gasdotti North Stream 1 e North Stream 2 ha procurato alle strutture danni irreparabili. I condotti si stanno riempiendo di acqua salata e questo comprometterebbe la struttura stessa dei tubi rendendoli così non più utilizzabili.

Sarebbe quindi  stata messa la parola fine all’uso dei gasdotti per sempre rendendo felici i politici di oltre oceano che hanno sempre osteggiato la dipendenza dell’Europa dal gas russo perché avvicinava troppo il vecchio continente al nemico storico statunitense.

Intanto la portavoce del governo russo Maria Zakarova ha dichiarato di aver chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per discutere la situazione e per avere chiarimenti sulle dichiarazioni di Joe Biden che nel febbraio scorso aveva dichiarato che se la Russia avesse invaso l’Ucraina avrebbero distrutto il North Stream. 

Dalla Casa Bianca comunicano che le accuse nei loro confronti di essere i colpevoli del sabotaggio sono ridicole ed invitano, assieme a Bulgaria, Lettonia e Polonia i propri cittadini a lasciare subito il territorio russo.

Ma la situazione degli approvvigionamenti di gas in Europa si è complicata ulteriormente. Oltre alla mancanza del gas proveniente dal North Stream causata dal sabotaggio si è aggiunto il completo congelamento delle forniture che arrivavano dall’Ucraina. Infatti da oggi Gazprom ha sospeso queste forniture perché accusa il governo di Zelensky di non aver rispettato i contratti in essere.

Si avvicina l’inverno e con lui l’inevitabile razionamento che potrebbe essere molto duro. Ciò, oltre che lasciarci all’addiaccio, contribuirebbe alla deindustrializzazione delle nostre imprese che è  già in corso. Non sono credibili i proclami che cercano di convincerci sulle reali possibilità che abbiamo di diversificare le importazioni da altri paesi. Aver potuto disporre di quel gas che proveniva dalla Russia avrebbe potuto mitigare i problemi causati dalla mancanza dell’oro blu. L’amministratore dell’ENI Descalzi ha dichiarato che per sostituire completamente il gas russo occorreranno almeno due anni e mezzo, tempo questo troppo lungo per le nostre imprese che stanno già ampiamente arrancando.

L’inaugurazione del gasdotto, che casualmente è avvenuta proprio ieri, che dalla Norvegia porta il gas in Polonia non sarà sufficiente ad arginare i nostri problemi dato che i volumi trasportati sono solo 10 miliardi di metri cubi all’anno. La Norvegia che è diventato il primo fornitore di gas europeo sta pompando gas al limite delle sue possibilità. La Polonia ringrazia ma gli altri paesi no, Germania in testa.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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