CUBA: LANCIATA UNA BOMBA MOLOTOV CONTRO UN NEGOZIO A L’AVANACUBA: LANCIATA UNA BOMBA MOLOTOV CONTRO UN NEGOZIO A L’AVANA

CHIUSA LA PAGINA FACEBOOK DEL CANALE INFORMATIVO CUBANO “RAZONES DE CUBA”

 

La scure della censura di Facebook colpisce la pagina di informazione cubano “Razones de Cuba” nota per il loro lavoro di denuncia dell’attività terroristica e sovversiva del governo degli Stati Uniti contro Cuba.

Sul sito del canale informativo si legge che “Nel franco tentativo di mettere a tacere la voce del popolo cubano nella sfera digitale, dal mattino di oggi (il 25 ottobre, nda) il contenuto della pagina Facebook di Razones de Cuba non è disponibile.”

La missione di questo media dalla sua nascita è stata quella di denunciare l’attività terroristica e sovversiva del governo degli Stati Uniti in tutte le sfere della società cubana. Molto rilevanti le loro inchieste che hanno smascherato numerose azioni violente compiute sull’isola caraibica da parte di gruppi controrivoluzionari finanziati dalle varie agenzie statunitensi.

Quanto avvenuto ieri al canale informativo Razones de Cuba da parte di Facebook  segue la censura applicata ad alcuni account Twitter in quanto direttamente riconducibili allo stato cubano. Tali account sono stati quindi chiusi da Twitter. Tutto questo fa parte della constante guerra mediatica contro la maggiore delle Antille a cui viene impedito di fornire le proprie informazioni.

“Al momento della stesura di questa nota, gli amministratori della piattaforma non avevano ricevuto alcuna notifica ufficiale o risposta ai loro reclami. Facebook chiude senza preavviso, notifica o possibilità di reclamo. Si tratta di un’azione discrezionale e ingiustificata, che viola le regole della comunità virtuale stessa e viola il diritto alla libertà di informazione”, si legge sul sito di Razones de Cuba.

Il team editoriale di Razones de Cuba denuncia il carattere arbitrario della manovra e chiede a Facebook di ripristinare immediatamente la pagina.

Al di là dei tentativi coercitivi, i media continueranno a denunciare la vocazione imperialista del governo degli Stati Uniti e la sua politica ostile contro l’isola.

Insomma un’altra azione che mira a silenziare chi denuncia i continui attacchi nei confronti dell’isola da parte degli Stati Uniti e propone una visione differente dell’informazione da quella impartita dal main stream, ma lascia circolare invece messaggi che attaccano l’isola anche molto pesantemente e violentemente. Infatti in rete sono presenti migliaia di video e post che incitano alla violenza in Cuba prodotti da personaggi che per lavoro si occupano di organizzare la sovversione sull’isola, ma i vari social che li ospitano non si preoccupano minimamente di rimuoverli. Chissà perché?

O sei con noi oppure ti oscuriamo, questa è la democrazia che cerchiamo tanto ostinatamente di esportare.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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