Il vice capo del Consiglio di Sicurezza della Russia Dmitri MedvedevIl vice capo del Consiglio di Sicurezza della Russia Dmitri Medvedev

MEDVEDEV PROPONE AGLI STATI UNITI LA RIPARAZIONE DEI DANNI DI GUERRA IN IRAQ E VIETNAM 

 

Durante la  sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite i paesi partecipanti hanno approvato una risoluzione non vincolante in cui viene chiesta l’istituzione di un registro internazionale dei danni commessi dalla Russia per la sua operazione speciale in Ucraina, oltre a riconoscere la necessità di creare un meccanismo per compensare le perdite.

Hanno votato a favore della risoluzione 94 paesi, 14 hanno espresso voto contrario e 73 si sono astenuti. Il progetto di risoluzione, presentato da Kiev e da diversi dei suoi alleati, guidati dagli Stati Uniti, chiede anche di condannare la Russia per le sue azioni in Ucraina.

Il governo russo ha reagito all’approvazione di questa risoluzione affermando che adesso l’ONU deve approvare una risoluzione che imponga agli Stati Uniti il pagamento dei danni che hanno causato durante le numerose guerre che hanno provocato in mezzo mondo.

“Adesso [l’Assemblea Generale] emetta la stessa raccomandazione sul risarcimento totale da parte degli Stati Uniti a Corea, Vietnam, Iraq, Jugoslavia e altre numerose vittime degli Stati Uniti e [l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico] la NATO”, ha sottolineato lunedì il vice capo del Consiglio di Sicurezza della Russia Dmitri Medvedev sul suo canale Telegram.

Ha anche detto che, in caso contrario, “sembra l’inizio dell’agonia delle Nazioni Unite come istituzione internazionale chiave per la riconciliazione”. “La fine sarà dolorosa per tutta la comunità internazionale. Ci asteniamo da questa organizzazione delle Nazioni Unite”, ha sottolineato.

Secondo Medvedev la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite  mira a legalizzare i piani dell’Occidente per confiscare i beni congelati della Russia e ha notato che gli anglosassoni stanno ovviamente cercando di trovare una base legale per permettere questo furto.

E’ certo che la risoluzione non avrà conseguenze sul piano strettamente pratico ma potrebbe servire come base legale per la confisca dei beni russi  congelati nelle banche occidentali dopo l’inizio dell’operazione speciale in Ucraina. Infatti sotto il piano giuridico non esistono le condizioni che possano permettere la confisca dei beni del Cremlino attualmente congelati. Ricordo che almeno 300 miliardi di dollari si trovano fermi nelle banche di varie nazioni.

A tale proposito la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen durante la conferenza tenutasi a Berlino sulla ricostruzione dell’Ucraina ha affermato  che Il nostro obiettivo non è solo il congelamento, ma anche il sequestro dei beni (…) Stiamo lavorando su questo, abbiamo creato un gruppo di lavoro. Anche gli esperti internazionali stanno partecipando”.

Inoltre il 21 ottobre, l’unione Europea ha dato istruzioni alla Commissione Europea di preparare proposte su come usare i beni della Russia congelati all’estero per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina.

A queste dichiarazioni il presidente del Comitato per la legislazione costituzionale del Senato russo, Andrei Klishas, ha definito una rapina l’obiettivo dell’UE di confiscare i beni della Russia.

“La Presidente  della Commissione europea ha finalmente detto la verità. L’obiettivo è il furto di beni russi per ragioni politiche e vogliono preparare una base legale per questo sfacciato furto”, ha scritto Klishas sul suo canale Telegram.

Insomma la risoluzione approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ieri potrebbe essere usata come base legale per la confisca dei beni congelati di Mosca nelle varie banche occidentali.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *