L’autoproclamato presidente del Venezuela Juan Guaidò

DEFINITIVAMENTE DESTITUITO L’IMMAGINARIO PRESIDENTE DEL VENEZUELA JUAN GUAIDO’

 

Finisce nel peggiore dei modi il 2022 per l’immaginario Presidente del Venezuela Juan Guaidò infatti nella seconda votazione della parallela Assemblea Nazionale avvenuta ieri l’autoproclamato presidente è stato definitivamente destituito.

La seconda votazione della parallela Assemblea Nazionale espressione del governo ombra creato dall’opposizione venezuelana si è svolta in maniera virtuale ieri ed hanno votato a favore della destituzione di Guaidò 72 deputati, 29 sono stati i contrari e otto gli astenuti.

Durante la prima votazione, tenutasi il 22 dicembre scorso, la proposta di porre fine all’interinato era stata approvata con 72 voti a favore, 23 contrari e nove astensioni segnando di fatto la fine di Juan Guaidò.

Il 23 gennaio 2019 il deputato dell’opposizione Juan Guaidò, un perfetto sconosciuto fino ad allora, si era autoproclamato presidente in carica del Venezuela e successivamente è stato riconosciuto dalla Casa Bianca, suo principale sponsor, e da una cinquantina di altri paesi fedeli agli Stati Uniti compresa l’Unione Europea. Tuttavia, la Corte Suprema di Giustizia ha dichiarato questa azione un reato di usurpazione di funzioni non valide alla Costituzione venezuelana.

Nonostante il consiglio di amministrazione dell’Assemblea Nazionale, a cui apparteneva Guaidó, fosse stato dichiarato nullo” in diverse sentenze dal Tribunale di Giustizia, i deputati dell’opposizione radicale hanno ignorato la decisione della massima corte e hanno cercato di continuare le loro funzioni, tra cui la richiesta agli Stati Uniti di imporre misure coercitive al Venezuela.

Durante l’incontro attraverso la piattaforma Zoom, la maggioranza dell’opposizione ha sostenuto che “l’interinato non ha raggiunto i suoi obiettivi”, ma ha osservato che il Parlamento deve essere mantenuto per salvare i beni all’estero e continuare a lottare contro il governo di Maduro.

Nel 2021 è entrato in carica il nuovo Parlamento, a maggioranza chavista, dove sono presenti anche esponenti  dei settori moderati dell’opposizione, ma gli ex deputati dell’ala più radicale antichavista continuano ad etichettare le elezioni legislative del 2020 come fraudolente e non ne riconoscono i risultati.

Inizialmente la riunione per decidere la possibile eliminazione del cosiddetto “governo ad interim” era prevista per giovedì scorso ma poi è stata spostata al giorno successivo. Guaidó ha riferito sul suo account Twitter che aveva deciso di rinviarla al 3 gennaio ma la sua richiesta è stata  respinta dai  partiti di opposizione Acción Democrática (AD), Un Nuevo Tiempo (UNT), Primero Justicia (PJ) e Movimiento por Venezuela (MPV) che hanno promosso la decisione di cessazione del interinato.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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