Le strade di CaimaneraLe strade di Caimanera

NUOVA INSURREZIONE A CUBA O LA SOLITA BUFALA?

 

Quando i sogni vorrebbero trasformarsi in realtà ma la realtà purtroppo non ha nulla a che fare appunto con i sogni, così potrebbe essere riassunta la mini protesta che nella notte tra il 6 ed il 7 maggio è avvenuta nella cittadina di Caimanera nella provincia di Guantanamo a Cuba.

Il sogno della controrivoluzione made in Miami e vedere un’insurrezionegenerale a Cuba che con l’uso della violenza metta fine a quella che loro sostengono essere una dittatura sanguinaria che lede costantemente i diritti del popolo cubano. Il sogno per adesso resta tale e tale è restato anche questa notte quando poche decine di persone si sono riversate nelle strade della cittadina di Caimanera,  nella provincia di Guantanamo.

Un’insolita manifestazione ieri sera di alcune decine di persone nella cittadina guantanamera di Caimanera iniziata da un incidente con un piccolo gruppo in stato di ubriachezza, è diventata la grande notizia della corte dei media della controrivoluzione e dei suoi mentori. Il popolo è in strada e Cuba sta per esplodere, era il messaggio che si moltiplicava rapidamente in tutta la macchina mediatica del fango.

I canali di Miami hanno iniziato a trasmettere in diretta la manifestazione che vedeva la partecipazione di poche decine di persone, alcuni spettatori eccitati dalla vista di una possibile insurrezione generale sono usciti per le strade di Miami con rinnovato entusiasmo, per poi tornare alle case con la solita frustrazione.

C’è stato poi chi da Miami, dal suo account Twitter, ha sollecitato gli Stati Uniti ad invadere militarmente l’isola dato che la cittadina sorge nelle vicinanze della base militare di Guantanamo quindi i soldati non avrebbero dovuto neppure fare molta strada per aiutare gli insorti. Questo è l’amore per la patria che i cubani scappati nel dorato mondo a stelle e strisce nutrono per il loro paese.

Nelle reti di Miami e di Madrid è trascorsa la notte con trasmissioni in diretta dove sono state trasmesse più e più volte le stesse immagini oltre ad inventare rivolte a Camagüey, Holguín e ovunque gli venisse in mente, per cercare di dare l’immagine di un paese ribelle e incoraggiare gli incauti a crederci.

Gli stessi quattro o cinque attivisti anti cubani di sempre, da quello che aspira a diventare sindaco di Miami-Dade a quello che ha trasformato la musica “politica” in un business redditizio, o la Diosa  che aspira a fare lo stesso, anche se il suo talento non gli permette neppure di riempire un teatro nel New Jersey, sempre attivi sulle reti sociali, non hanno perso tempo per manifestare il proprio sostegno ai pochi manifestanti. In fondo cosa potevano fare? Sono pagati per questo.

Sono gli stessi che hanno minimizzato le manifestazioni che si sono svolte il giorno prima, il 5 maggio, per la celebrazione dell’anniversario del 1’ maggio nella stessa cittadina. Manifestazioni, che come in ogni parte di Cuba, hanno radunato migliaia di persone a differenza di quella che è stata spacciata come l’inizio dell’insurrezione generale dell’isola che avrebbe prodotto la caduta del governo.

La situazione economica dell’isola purtroppo è drammaticamente complicata, le interruzioni di energia elettrica sono frequenti, i prezzi dei principali generi alimentari sono in aumento costante, l’inflazione, magistralmente manipolata da un sito internet che fissa il valore del Peso Cubano nei confronti delle principali valute  internazionali  senza alcuna legittimità da parte delle autorità monetarie internazionali, mangia costantemente i salari dei lavoratori, ma sperare, come fanno da Miami, in un’insurrezione generale, che grazie alla violenza, ed in rete non si contano i video postati dai nuovi patrioti cubani residenti negli Stati Uniti nei quali si insegna come attuare azioni violente durante le manifestazioni di protesta cacci gli attuali governanti e li sostituisca, appunto, con gentiluomini provenienti da Washington e dintorni, dimostra quale sia il reale interesse che hanno coloro che incitano alla rivoluzione: non migliorare il loro paese, perché manifestare è legittimo, ma solamente creare caos sperando che questo porti ad un’invasione da parte degli Stati Uniti.

In fondo coloro che stanno dietro a questi pseudo rivoluzionari che inondano le reti sociali di menzogne sono gli stessi che attualmente stanno facendo macellare i soldati ucraini nella guerra contro la Russia. Quindi cosa ci possiamo aspettare? Se decidono che occorre sacrificare qualche centinaio o qualche migliaio di cubani in un’insurrezione armata per riportare Cuba agli antichi splendori, quando era il bordello degli Stati Uniti, lo faranno. E poi ci diranno che questo è il prezzo da pagare per avere la nostra democrazia e la nostra libertà.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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