Un missile per le batterie PatriotUn missile per le batterie Patriot

ATTACCHI MISSILISTICI SU KIEV ED ALTRE CITTA’ UCRAINE 

 

Continuano le azioni militari condotte dalle forze armate russe contro le infrastrutture militari in Ucraina per il secondo giorno consecutivo.

Per il secondo giorno consecutivo le forze armate di Mosca hanno colpito con missili di alta precisione e droni varie infrastrutture militari a Kiev ed in altre località dell’Ucraina tra cui Odessa. Si sono potuti ascoltare numerose esplosioni nella capitale ucraina, ma come accade oramai dopo le azioni militari russe Kiev non fornisce alcuna informazione sugli obiettivi colpiti e neppure i danni che hanno subito.

Evidentemente gli attacchi condotti con missili di precisione e droni hanno colpito infrastrutture militari e per non rivelarne le posizioni ed i danni subiti dal governo ucraino è silenzio totale. 

Le forze armate russe hanno attaccato con armi di alta precisione e a lungo raggio diversi obiettivi militari sui campi d’aviazione ucraini, ha riferito oggi il ministero della difesa russo. “Come risultato dell’attacco, i posti di comando e i posti radar, così come le attrezzature per l’aviazione e le strutture di stoccaggio di armi e munizioni delle forze armate ucraine sono stati eliminati”, ha detto il ministero.

Tra gli obiettivi ci sarebbe l’aeroporto internazionale di Kiev e quello militare della regione di Khmelnytsky che ha riportato danni seri, inclusa la distruzione di cinque aerei che, evidentemente, non sono riusciti ad alzarsi in volo prima dell’attacco. Con tutta probabilità si tratta dell’aeroporto di Starokonstantinov, riferisce Francesco Dall’Aglio su Telegram, dove è di stanza la 7a brigata tattica dell’aviazione ucraina, equipaggiata con i Su-24M e i Su-24MR modificati per utilizzare i missili Storm Shadow.

Sulla capitale ucraina ha iniziato a lavorare la contraerea che, secondo le fonti ucraine avrebbe distrutto la maggior parte dei missili e dei droni, ma che in realtà, come oramai accade da tempo, non è in grado di coprire gli attacchi eseguiti con molti droni e missili. Spesso gli stessi droni ed i missili vengono usati per far scoprire la posizione della contraerea che, successivamente, viene colpita da altri missili. In pratica vengono sacrificati i droni per segnalare la posizione delle contraree ucraine per poi bombardarle e distruggerle.

Un’altra tattica invece è quella di far usare il maggior numero di missili agli ucraini contro bersagli di poco conto come i droni suicidi al fine di ridurre le scorte di materiale bellico in loro possesso. Dal punto di vista economico l’uso di un missile come quelli in dotazione alle batterie Patriot è un vero e proprio spreco di risorse, infatti il costo di un missile usato dai Patriot è infinitamente più costoso di un drone che spesso, come detto, viene usato solo come bersaglio.

A tale riguardo Dall’Aglio nella sua analisi afferma che “oltre  ovviamente a cercare di colpire i bersagli designati, queste nuove ondate di attacchi servono anche a depauperare le scorte di missili antiaerei in vista di incursioni future. Alcuni OSINT hanno calcolato che negli attacchi di maggio la contraerea ucraina ha utilizzato il 40% della produzione TOTALE di missili PAC-3, quelli appunto che usano i Patriot. Io resto più conservativo e direi il 20% – ma, ripeto, non il 20% dei missili ricevuti dall’Ucraina, il 20% del totale dei PAC consegnati alle forze armate statunitensi dal 2015”.

Insomma pare proprio che la strategia russa, oltre a distruggere le armi nei depositi, sia quella di farle usare il più possibile a Kiev che come sappiamo non le paga. Quindi indirettamente in bancarotta potremmo andarci noi che gli forniamo armi come se non ci fosse un domani e non Mosca per le sanzioni che gli abbiamo applicato.

Senza contare che se continuiamo a fornire armi a questo ritmo a Zelensky tra poco tempo resteremmo noi senza niente.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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