NETANYAHU PROLUNGA LA GUERRA NELLA STRISCIA DI GAZA PER NON PERDERE IL POTERE
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta prolungando il conflitto a Gaza per rimanere al potere, scrive il New York Times in un rapporto.
Gli autori della pubblicazione hanno intervistato più di 110 funzionari in Israele, negli Stati Uniti, e nei paesi arabi che sono stati a contatto con il primo ministro dall’inizio delle ostilità e, in alcuni casi, anche prima oltre ad esaminare decine di documenti relativi al conflitto a Gaza.
“Per ovvie ragioni, una delle accuse più delicate sulla condotta di Netanyahu nella guerra è che l’ha prolungata per il proprio beneficio politico personale”, si legge nell’articolo.
Dal 2020, il primo ministro è sotto processo per corruzione. E’ stato accusato di aver concesso favori a uomini d’affari in cambio di regali e di una copertura mediatica a suo favore.
Secondo gli investigatori, se Netanyahu dovesse perdere il suo incarico, non sarebbe in grado di espellere il procuratore generale che ha supervisionato il suo processo, come ha cercato di fare il suo partito, Likud.
Per mantenere il suo posto e la sua immunità il politico sta guidando una fragile coalizione che dipende dal sostegno di ministri di estrema destra che mirano a ristabilire gli insediamenti ebraici a Gaza.
Se venisse concordato un cessate il fuoco questi ministri potrebbero decidere di far cadere la coalizione di governo, il che porterebbe a elezioni anticipate che, secondo i sondaggi citati dal giornale, il primo ministro perderebbe con la conseguenza di essere sottoposto a giudizio.
Nel frattempo, la guerra a Gaza è iniziata da più di 22 mesi e ha causato la morte di almeno 57.000 persone, tra cui uomini, donne e bambini, di cui circa 10.000 hanno meno di 11 anni. (RT)
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
