Trump e ZelenskyTrump e Zelensky

VERTICE TRUMP ZELENSKY E LE GIRAVOLTE DELLE SETTE COMPARSE  

 

Sta per scoppiare la pace? Potrebbe davvero essere così. Il vertice tra Trump e Zelensky si è concluso e parrebbe che la fine del conflitto si stia avvicinando.

Non sappiamo ovviamente cosa si sono detti Donald Trump e Vladimir Zelensky durante il loro colloquio, possiamo però rifarci a quanto hanno detto durante la loro conferenza stampa e a quello che hanno aggiunto dopo quando le sette comparse si sono materializzate al loro fianco.

Trump ha escluso l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, ma già lo sapevamo, ha confermato che Zelensky deve accettare la concessione dei territori ucraini occupati dalla Russia, sapevamo anche questo, che non è necessario, in questo momento, un cessate il fuoco, anche questo lo sapevamo. Allora cosa è cambiato?

Innanzi tutto Zelensky si è presentato ben vestito, ma lasciando da parte l’ironia, al presidente ucraino è stato ufficialmente notificato che ha perso la guerra, come è stato notificato anche alle sette comparse che si sono aggiunte in un secondo tempo. Le sette comparse  continuano a chiedere solide garanzie di sicurezza per Kiev nel modello dell’articolo 5 della Nato. Ovviamente qualcosa deve pure avere l’Ucraina e i suoi soci europei in cambio, mentre sono in evidente imbarazzo dato che hanno sostenuto per tre anni e mezzo che l’unica via di uscita al conflitto era la sconfitta sul campo della Russia.

Trump ha inoltre ribadito, anche se non ce ne era bisogno, lo avevano capito anche i sassi meno le sette comparse, che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di occuparsi del riarmo dell’Ucraina. A questo ci deve pensare l’Europa con le armi acquistate dagli Stati Uniti. Un successo, non c’è che dire per Trump e i suoi sostenitori produttori di armi. Quindi dovremmo metterci le mani nelle tasche per sostenere Kiev anche dopo che, speriamo, sarà firmata la pace.

Zelensky durante la conferenza stampa alla quale erano presenti le sette comparse non ha mai citato la cessione dei territori, forse se ne era dimenticato per non essere ulteriormente umiliato. Zelensky, assieme al governo di Joe Biden, appoggiato dai fedelissimi cagnolini europei ha trascinato il paese centro europeo in una guerra persa in partenza, lo abbiamo ripetuto alla noia e per questo siamo stati accusati di essere a servizio dei servizi segreti russi e di Putin. Ora la guerra potrebbe terminare con un accordo che priverebbe l’Ucraina dei territori occupati dai russi,  con l’abbandono del sogno di entrare nella Nato. Una sconfitta che lascia un paese in macerie, quasi fallito e con centinaia di migliaia di morti. Quindi cosa ci ha guadagnato Zelensky e il popolo ucraino? 

Ovviamente nulla, il conflitto poteva terminare nell’aprile del 2022 quando si stavano tenendo colloqui di pace a Istambul. Sappiamo bene come è andata la storia, Joe Biden e Noris Johnson si sono messi di traverso e hanno convinto il presidente ucraino ad abbandonare i colloqui di pace perché la Russia poteva essere sconfitta sul campo. Poi le sanzioni economiche avrebbero fatto il resto, anche qui conosciamo benissimo contro chi si sono ritorte. Inoltre in quei colloqui non si è mai parlato di territori da cedere da parte dell’Ucraina, quindi la fine della guerra sarebbe stata nettamente migliore per l’Ucraina.

E le sette comparse che fine hanno fatto? Italia, Regno Unito, Germania, Finlandia, Francia, Nato e Unione Europea si sono fiondate subito alla corte del padrone per strisciargli ai piedi, cosa che sanno fare molto bene, per prendere gli ordini e ratificare le decisioni del sovrano. Fino a due minuti prima avevano sostenuto l’integrità dell’Ucraina, la necessità di farla entrare nella Nato e che la fine della guerra sarebbe avvenuta solamente con la sconfitta della Russia. Ma visto che la storia sembra aver preso un’altra piega avevano bisogno di accreditarsi tra quelli che hanno fatto di tutto per raggiungere la pace tra Kiev e Mosca. Un classico comportamento di chi alla fine non conta nulla, che segue solo le direttive che arrivano dalla Casa Bianca e che non vuole perdere la faccia.

Trump esce vincitore assoluto anche se. per caso ,o per volontà dei volonterosi della guerra, l’accordo di pace non si raggiungesse. L’unica cosa certa è che gli Stati Uniti, comunque vadano le cose, si sfileranno dal conflitto e lasceranno, come più volte ho scritto. la patata bollente all’Unione Europea. Trump ha vinto comunque perché non sborserà più un dollaro per l’Ucraina, i soldi   saranno sborsati da noi, sia che il conflitto continui o che termini. Inoltre gli Stati Uniti hanno vinto perché comunque vadano le cose l’Unione Europea ha deciso di investire la colossale cifra di 800 miliardi di euro per l’acquisto di armi, ovviamente Mede in USA.

Sì, perché il programma di riarmo europeo non ha nulla a che vedere con il conflitto tra Russia e Ucraina, servono per rimpiazzare tutte quelle armi date a Kiev e per rafforzare la nostra difesa nel caso il cattivo Putin decidesse di arrivare a Lisbona. Poi, se le diamo all’Ucraina, a Trump e soci poca importa, a loro importa che le acquistiamo.

Mentre scrivo seguo la televisione che si affolla di tutti quelli che fino a tre secondi fa ci dicevano che la Russia combatteva con le pale, che prendeva i chip dalle lavatrici per costruire i missili, che non avevano le scarpe, che l’economia era sul bordo del baratro, che le sanzioni avrebbero stroncato in tre settimane Mosca, che l’unico modo per terminare il conflitto era la pace giusta, ovvero il ritiro completo dell’esercito russo dai territori occupati, che l’Ucraina non poteva non entrare nella Nato. Oggi magicamente, perché la storia sembra aver preso un’altra direzione, si accorgono che la Russia sta conquistando territori a un ritmo mai visto prima, che l’esercito di Kiev è in serie difficoltà, insomma pare abbiano aperto gli occhi, o, più semplicemente, cercano di uscire dal baratro nel quale si sono infilati da soli seguendo non la realtà dei fatti sul campo, ma le veline che gli arrivavano dalla Casa Bianca e da Bruxelles precedentemente confezionate da Ukrinform. Se io fossi loro, se avessero un minimo di dignità, se davvero fossero dei giornalisti e non dei porta borse, mi nasconderei e sparirei per l’eternità.

L’operazione volta gabbana è iniziata … ci sarà da divertirsi nei prossimi giorni …  

Parlando infine delle garanzie di sicurezza offerte all’Ucraina sul modello dell’articolo 5 della Nato, come fosse l’oracolo miracoloso, vi invito a leggere l’articolo che ho scritto ieri dove spiego alcune cose che non vi diranno.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

3 pensiero su “VERTICE TRUMP ZELENSKY E LE GIRAVOLTE DELLE SETTE COMPARSE”
  1. Uno dei migliori articoli tra i tanti che hai scritto. Un bel riassunto (anche se triste) di quello che è successo in questi ultimi 3 anni di guerra. All’inizio prendevamo in giro Zelensky per non essersi accorto di essere un burattino, usato dagli inglesi e americani per indebolire i legami tra Europa e Russia (e purtroppo per colpa della sua ingenuità ci hanno rimesso la vita in tanti, la cosa che mi dispiace di più). Adesso chissà se i nostri leader si sono accorti di essere stati dei burattini anche loro per tutto questo tempo. Ma no, che vado a pensare, staranno già pensando a un altro pacchetto di sanzioni.

  2. Grande vittoria di Trump e grande sconfitta per l’Europa. Non so com’è andato il tentativo di Trump, di allontanare la Russia dal dragone, senz’altro userà l’Ucraina come merce di scambio. Incomprensibile per me l’Europa che continua a sostenere il bastardo bravo presidente che ci ha portato a d un passo da una guerra nucleare. La morte del bravo presidente sarebbe la cosa migliore per l’Ucraina e per l’Europa, serva dei sionisti .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *