Vertice tra Trump e ZelenskyVertice tra Trump e Zelensky

GARANZIE DI SICUREZZA PER L’UCRAINA: ARRIVA UN BASTIMENTO CARICO DI ARMI   

 

Tra gli argomenti discussi dai partecipanti all’incontro tra Trump e Zelensky c’erano non solo la fine delle ostilità, ma anche le garanzie di sicurezza per l’Ucraina e un possibile incontro tra i due presidenti. 

Tutto il dibattito successivo all’incontro si è concentrato sulle tanto richieste garanzie di sicurezza per l’Ucraina, garanzie che dovrebbero impedire che il presidente russo Putin, una mattina,, alzatosi con il piede sbagliato, decida nuovamente di invadere l’Ucraina. 

Sappiamo che stanno cercando di replicare una sorta di articolo 5 del trattato Nato che prevede, in caso un membro dell’alleanza venga attaccato da un’altra nazione, che tutti i membri si adoperino per difenderlo. compreso l’uso della forza militare. Il problema principale però è che gli Stati Uniti non sono molto convinti di partecipare.

Quindi come risolvere la questione. Sembra che con un po’ di soldi la cosa potrebbe risolversi. Ecco dunque Zelensky annunciare in pompa magna che il suo paese è disposto ad acquistare 100 miliardi di armi dagli Stati Uniti in cambio della loro partecipazione alle garanzie di sicurezza per Kiev.

Ma con quali soldi Kiev pagherà le armi? Certamente non con i suoi dato che le casse ucraine dipendono principalmente dalle elemosine occidentali. Allora chi si metterà le mani in tasca? Indovinato, l’Unione Europea, cioè noi. Finanzieremo con le nostre tasse anche le armi da trasferire a Kiev, magari privandoci, come ci viene detto per mantenere la nostra sicurezza, della sanità, delle pensioni, dell’istruzione e così via. Dobbiamo fare o no dei sacrifici, in fondo gli Stati Uniti hanno garantito la nostra sicurezza per 80 anni, è arrivato il momento che l’Unione Europea inizi a pensarci da sola, che cresca e che non continui a dipendere dallo Zio Sam. 

Le parole del segretario generale della NATO, Mark Rutte, dove afferma che l’invio di armi statunitensi all’Ucraina continuerà in modo sostenuto, con un nuovo meccanismo di finanziamento a cui parteciperanno i paesi europei dell’alleanza non lasciano dubbi su chi ci metterà i soldi.

Mica scemo Donald Trump che trasforma ogni accordo politico in un accordo economico. Ha portato a casa altri 100 miliardi di dollari in armamenti per i suoi sostenitori produttori di armi. Sa benissimo che Putin non ha nessuna intenzione di arrivare a Lisbona, come ci hanno ripetuto alla noia in questi tre anni e mezzo di guerra i porta borse di Bruxelles. Le garanzie di sicurezza si baseranno proprio sull’afflusso continuo di armi in Ucraina cercando di creare una sorta di deterrenza per la Russia. Magari, poi, in futuro se a qualcuno nei dintorni di Kiev decidesse di usarle non meravigliamoci più di tanto.

A tale proposito Rutte ha spiegato che i partner europei della NATO si faranno carico dei costi relativi al trasferimento degli armamenti, al fine di garantire che l’approvvigionamento militare a Kiev non venga interrotto e, allo stesso tempo, scaricare direttamente a Washington una parte della spesa che finora ricadeva nel suo bilancio per la difesa.

“Il presidente Trump ha concordato con i partner europei della NATO, attraverso di me, che pagheranno loro la spedizione di armi statunitensi. Questa è una buona notizia per la classe media americana, e anche per l’Ucraina, perché significa che il flusso di armi letali dagli Stati Uniti all’Ucraina continuerà”, ha dichiarato Rutte in un’intervista a Fox News.

Adesso capite il motivo della presenza delle sette comparse alla Casa Bianca? Mark Rutte doveva confermare a Trump che sarebbe stata L’Europa a sostenere il riarmo continuo di Kiev, Ursula Von Der Leyen, quale presidente della commissione europea, doveva certificare tale decisione, mentre le altre cinque comparse la avrebbero avallata con il loro assenso.

Ma allora il nuovo articolo 5 che dovrebbe garantire la sicurezza di Kiev? Un semplice specchietto per le allodole, un modo per distrarre l’attenzione dal vero obiettivo, ovvero quello del riarmo dell’Ucraina a nostre spese che rimpinguerà i borsellini dell’industria militare statunitense.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

2 pensiero su “GARANZIE DI SICUREZZA PER L’UCRAINA: ARRIVA UN BASTIMENTO CARICO DI ARMI”
  1. Che pena sta foto: pare una raccolta di alunni lecchini attorno al professore. Mamma mia se siamo caduti in basso.
    Comunque da quello che ho capito, il “nuovo” articolo 5 proposto dalla Russia (anche leggendo quello che hai scritto su un altro articolo in proposito), non dovrebbe essere uno specchietto per le allodole. La Russia pare disposta a dare all’Ucraina le stesse garanzie che riceverebbe un paese che già appartiene alla NATO. Non hanno attaccato l’Ucraina per occuparla (altrimenti non avrebbero avviato colloqui di pace dopo un mese dall’invasione, quando il risultato era ancora incerto, e continuerebbero ad avanzare adesso che sono in chiaro vantaggio).
    Il punto è che se l’Ucraina entrasse formalmente nella NATO, entrerebbe anche nel suo programma di condivisione nucleare. L’Italia per esempio non ha costruito bombe atomiche, ma ne detiene 50 ad Aviano e 40 a Ghedi, gentilmente prestateci dalla NATO. La paura dei russi, credo, non è che l’Ucrania sarebbe difesa dalla NATO, ma che riceverebbe bombe atomiche e le piazzasse al confine russo. E chiaramente una nazione come la Russia non vuole correre questo rischio.

    1. Comunque nessuno oramai, neppure i guerrafondai europei, parlano di ingresso dell’Ucraina nella Nato. Si tratterebbe di una sorta di articolo 5, ma ancora nebuloso e incerto nei contenuti. Bisogna inoltre sottolineare, e questo nessuno lo fa nei grandi media, che l’art. 5 non implica automaticamente l’uso della forza militar in nel caso uno dei membri venga attaccato.
      Inoltre, sempre riguardo a ciò che potrebbe essere proposto all’Ucraina, non è certo quali paesi si impegnerebbero a garantirne la sicurezza. E’ più plausibile che vengano usate le armi in una sorta di deterrenza contro la Russia. Armare fino ai denti Kiev per mettere paura a Mosca, ma Putin accetterà questo? Io penso di no perché si rischierebbe di ripetere gli accordi di Minsk 1 e 2 usati, per bocca di Merkel e Oland, per armare l’Ucraina. Non penso che al Cremlino ci caschino un’altra volta.

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