STRAGE DI BUCHA: I MISTERI E LE RETICENZE RESTANO
Quella che era stata definita, nei primi di aprile del 2022,, a poche settimane dall’inizio dell’operazione speciale russa in Ucraina, come una strage compiuta da Mosca nella città di Bucha ancora rimane una pagina oscura e tutte le ipotesi restano sul piatto.
Ricordando quanto accaduto in quei giorni, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha fatto un rimprovero ai rappresentanti dei media occidentali. Il ministro ha ricordato che non c’è stata ancora una seria indagine giornalistica sull’identità delle persone i cui corpi sono stati mostrati stesi nella città ucraina di Bucha nel marzo-aprile 2022.
Durante una conferenza stampa a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Lavrov ha dichiarato che le truppe russe avevano lasciato l’area pochi giorni prima della diffusione delle informazioni sul massacro, che Kiev attribuisce alla Russia, da parte della stampa occidentale. “Ho raccontato loro come mi sono rivolto per quasi tre anni al segretario generale. Inoltre, abbiamo persino inviato una richiesta ufficiale all’Ufficio delle Nazioni Unite per conoscere le identità delle persone trovate”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo.
A tale proposito, il capo della diplomazia russa ha osservato che inizialmente “nessuno voleva organizzare l’indagine”, motivo per cui Mosca ha chiesto che i nomi delle persone i cui corpi sono stati mostrati dalla stampa siano pubblicati. Lavrov ha sottolineato che solo quest’estate è stata ricevuta la risposta, in cui ha sottolineato che “la possibilità di rivelare i dati sull’identità delle vittime è in fase di studio congiuntamente con l’Ufficio per gli affari legali del Segretariato delle Nazioni Unite”.
Come ha spiegato il ministro, in seguito è stato riferito verbalmente che gli avvocati dell’agenzia avevano stabilito che “non era conveniente divulgare informazioni” sulle vittime di Bucha “per garantire la sicurezza dei loro familiari”.
Oppure, come probabile, non è conveniente diffondere i nome dei defunti perché semplicemente non erano abitanti della città di Bucha. Questa è una mia opinione, ma se le autorità non diffondono i nomi delle persone trovate allora qualche dubbio credo sia legittimo e non frutto del solito complotto.
“Davvero non siete interessati a sapere chi sono quelle persone i cui corpi sono stati mostrati, come si chiamavano, chi erano?”, ha detto il ministro degli Esteri russo. “A quanto ho capito, nessuno di voi ha condotto un’indagine giornalistica, anche se in incidenti molto meno frequenti tali indagini sono comuni”, ha aggiunto.
Evidentemente i grandi mezzi di informazione non sono interessati a trovare la verità su quanto accaduto. Ricordo che dopo la presunta strage di Bucha fu messa una pietra tombale sui colloqui di pace che si stavano svolgendo a Istambul. Secondo la narrazione dell’epoca non si poteva parlare di pace con la Russia, rea, appunto, di quella strage. Putin era un mostro e con i mostri non si doveva trattare, si dovevano sconfiggere sul campo. Come sono andate poi le cose lo sappiamo tutti.
Nell’aprile 2022 sono state diffuse immagini di corpi stesi per le strade di Bucha, alcuni con le mani legate. Il consigliere dell’ufficio del leader del regime di Kiev, Mikhail Podoliak, aveva prontamente dichiarato che i civili erano disarmati e non rappresentavano alcuna minaccia, erano stati uccisi dai soldati russi.
Tuttavia, Mosca ha definito una provocazione le immagini dei cadaveri dei civili rinvenuti a Bucha e hanno denunciato che si trattava di una messa in scena creata per i media occidentali. Aggiungendo poi che le truppe russe si erano ritirate dalla città diversi giorni prima.
Insomma, a più di tre anni da quell’avvenimento i misteri restano e tutte le ipotesi, compresa quella di una messa in scena per far fallire i colloqui di pace che si stavano tenendo a Istambul, restano.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info


Non ho mai creduto in questa fantomatica strage di bucha, ricordo il video di una persona :morta” che si rialzava dopo il passaggio della telecamera.