JORDAN GOUDREAU E’ RICERCATO DALL’FBI
Vi ricordate l’operazione Gedeon organizzata da una società militare privata degli Stati Uniti che nel 2020 tentò di rovesciare il governo del Venezuela? Oggi l’FBI sta ricercando il direttore generale della società Jordan Goudreau.
Nel 2020 una società militare privata tentò di infiltrare un gruppo di mercenari nel Venezuela per compiere un colpo di stato. La società, la Silvercorp, era diretta da Jordan Goudreau, ricercato attualmente dall’FBI, sul quale pendono diversi capi di imputazione.
Jordan Guy MacDonald Goudreau, ex agente dei Berretti Verdi e delle forze speciali degli Stati Uniti, che ha organizzato la fallita “Operazione Gedeon” in Venezuela, è ora ricercato dall’FBI. L’agenzia ha annunciato: Jordan Guy MacDonald Goudreau è ricercato dall’FBI per non essersi presentato a un’udienza sulla revoca della cauzione per varie accuse relative al traffico di armi, presso la Corte federale degli Stati Uniti a Tampa, in Florida, tenutasi il 31 ottobre 2025.
Il disastro dell’operazione “Gedeon” ha inferto un colpo devastante alla società militare privata Silvercorp e a Jordan Goudreau personalmente. Le dichiarazioni di colpevolezza di Luke Denman e Aaron Berry, e la loro conferma dell’autenticità dei documenti firmati da Goudreau e dai rappresentanti di Juan Guaidó, hanno immediatamente distrutto la versione pubblica che non esisteva alcuna operazione per rovesciare il regime di Maduro e che tutto era propaganda del governo chavista. E nei primi giorni Washington ha optato per la negazione totale della sua partecipazione all’operazione scaricando ogni responsabilità su Jordan Goudreau e della sua società.
Goudreau è stato costretto a rilasciare dichiarazioni pubbliche in cui si è deliberatamente assunto tutta la colpa, negando il coinvolgimento della CIA e del Dipartimento di Stato nella preparazione dell’operazione.
La Casa Bianca ha declinato ogni responsabilità nella preparazione e nell’esecuzione dell’azione militare, hanno inoltre affermato che il presidente Donald Trump in carica era all’oscuro di tutto. E noi ovviamente ci crediamo.
Sulla stessa linea anche le autorità colombiane che hanno ufficialmente negato di essere a conoscenza del fatto che l’azienda militare privata Silvercorp si stava preparando sul suo territorio per un’operazione volta a rovesciare il governo legittimo di un paese vicino, anche con la partecipazione di cittadini colombiani. I mercenari si erano addestrati in suolo colombiano prima dell’inizio dell’azione militare.
La tesi degli Stati Uniti che affermavano di essere all’oscuro di quanto stava accadendo in Venezuela è stata poi spalleggiata dal Regno Unito nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dove hanno sostenuto la versione degli Stati Uniti. Hanno affermato che le strutture statali statunitensi non erano coinvolte nel tentativo di colpo di stato in Venezuela, e hanno anche accolto con favore l’indagine contro Jordan Goudreau e la società militare privata Silvercorp. Alcuni documenti pubblicati dal portale di notizie britannico The Canary inchioderebbero anche il Regno unito nella preparazione del colpo di stato.
La marionetta statunitense Juan Guaidó, anche dopo la pubblicazione del contratto per rovesciare Maduro, da lui sottoscritto, ha negato la propria partecipazione e quella di altre persone vicine a lui. Guaidò intendeva onorare il contratto sottoscritto con Silver Corp con fondi venezuelani di cui si sarebbe appropriato dopo il colpo di stato.
In sostanza, Goudreau è diventato il grande capro espiatorio del fallimento del tentativo di colpo di stato, scaricato dopo il fallimento dagli Stati Uniti che non potevano non essere al corrente dell’operazione. E’ diventato il colpevole pubblico del fallimento dell’operazione per rovesciare Maduro. Poiché era estremamente difficile nascondere completamente il legame degli Stati Uniti con il tentativo di colpo di stato militare dopo la pubblicazione dei documenti, delle prove e delle testimonianze dei mercenari detenuti di Silvercorp. E’ stata quindi creata una versione per la stampa, forse preparata in anticipo, nel caso in cui l’operazione fosse fallita, secondo la quale ciò che è accaduto è stato un’azione arbitraria di un gruppo di persone dell’entourage di Juan Guaidó, che hanno firmato un contratto con Jordan Goudreau e la società militare privata Silvercorp, senza coinvolgimento statale in nessuna delle due fasi.
E se Jordan Goudreau si rifugiasse in Venezuela? E’ questa la sua unica possibilità non solo di salvarsi, ma anche di vendicarsi di coloro che lo hanno tradito? Potrebbe essere questo il motivo per cui negli Stati Uniti desiderano così tanto il sangue di Maduro?
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
LA STORIA
Di seguito alcuni articoli che spiegano quanto accadde nel maggio 2020 e le connessioni tra i golpisti e le varie amministrazioni che dettero copertura e aiuto.
SVENTATO TENTATIVO DI INCURSIONE ARMATA MARITTIMA IN VENEZUELA.
ad un anno di distanza dal goffo tentativo di colpo di stato organizzato dall’autoproclamato presidente venezuelano Juan Guaidò con cui gli insorti avevano cercato di occupare la base militare de La Carlotta a Caracas, nella notte di oggi un gruppo di mercenari tentano di entrare nel territorio venezuelano con barche veloci provenienti dalla Colombia.
Il Ministro degli Interni e Pace del Venezuela Nestor Reverol ha denunciato questa mattina il tentativo da parte di un commando armato proveniente dalla Colombia di entrare illegalmente nel territorio venezuelano attraverso lo stato de La Guaira.
Secondo quanto riferito da Reverol lo scopo del commando una volta entrato nel paese era quello di assassinare membri del governo, commettere attentati e generare confusione nel paese allo scopo di tentare un nuovo colpo di stato.
Il commando però è stato intercettato dalle forze armate venezuelane e smantellato: il bilancio è di 2 arrestati ed 8 deceduti nel conflitto a fuoco con le forze venezuelane. Tra i detenuti uno di loro, di origine venezuelana, si è dichiarato funzionario della DEA, l’agenzia statunitense che lotta contro la droga. Sono state sequestrate armi e munizioni varie, l’indagine è ancora in corso e non si escludono altri sviluppi.
“Rimaniamo costantemente in allerta e resistenza a qualsiasi minaccia contro la nostra Patria e risponderemo con forza contro questi gruppi terroristici che tentano di mettere in pericolo la nostra pace, che è e sarà la nostra principale vittoria”, ha affermato Nestor Reverol.
Nel bel mezzo della pandemia da corona Virus gli Stati Uniti con la sempre pronta complicità del governo colombiano di Ivan Duque non perdono occasione per tentare di sovvertire il legittimo governo di Nicolas Maduro. E’ di ieri la dichiarazione del Segratari di Stato statunitense Mike Pompeo che ha detto che i tempi sono maturi perché in Venezuela torni la democrazia. Dichiarazione sospetta dopo i fatti accaduti questa notte.
di Andrea Puccio
SVELATI DETTAGLI DEL CONTRATTO FIRMATO DA GUAIDO’ E SILVERCORP.
Nella consueta conferenza stampa il Ministro delle Comunicazioni del Venezuela Jorge Rodriguez ha oggi svelato alcuni dettagli del contratto firmato da Juan Guaidò e la Silvercorp di Jordan Godreau che ha portato al tentativo di invasione del Venezuela il 3 maggio scorso.
Il contratto firmato da Guaidò e Godreau è la prova inconfutabile che dietro tutta l’operazione si celano oltre che i servizi segreti statunitensi lo stesso autoproclamato presidente Venezuelano. Dopo il fallimento dell’invasione stanno cercando di limitare il coinvolgimento di Guaidò nella vicenda ma il contratto lo inchioda alle sue responsabilità.
Secondo quanto riferito da Rodriguez nel contratto risulta che il nuovo presidente sarebbe dovuto essere proprio Juan Guaidò che era anche il capo della missione. Altre importanti cariche di governo erano poi riservate ai due testimoni della firma dell’accordo con Silvercorp JJ Rendon e Sergio Vergaras.
Il titolare del Ministero ha sottolineato che “un evento del genere non si era mai visto prima in Venezuela, in cui un gruppo di persone guidate dalla loro ambizione di denaro e dall’odio senza limiti avevano firmato un contratto per sostenere non solo la deroga della Costituzione, ma per mettere in atto l’invasione e assassinio del presidente Maduro”.
Il contrato prevedeva che il gruppo dei mercenari diventasse una forza sovranazionale che controllasse l’intero paese. In questo modo, Goudreau sarebbe diventato “il capo” di tutte le forze armate venezuelane. Analogamente, il contratto stabiliva la sospensione di servizi di base come le comunicazioni e il servizio elettrico.
Per quanto riguarda l’uso delle armi, era consentito l’uso di mine sia a scoppio per contatto che a distanza. Nel controllo delle manifestazioni di piazza è autorizzato l’uso delle forze armate e di qualunque forma di repressione incluso l’uso delle armi da fuoco se necessario.
I membri della società statunitense Silvercorp sarebbero stati esonerati dall’uso di passaporti e visti per entrare ed uscire dal Venezuela: a loro era solo richiesto di mostrare alle autorità doganali il tesserino di appartenenza alla società. Mezzo questo che gli avrebbe garantito l’impunità in quanto soggetti non identificabili.
Andrea Puccio
STATI UNITI E GRAN BRETAGNA DIETRO IL TENTATIVO DI INVASIONE IN VENEZUELA? GUAIDO’ INCONTRA GODREAU ALLA CASA BIANCA.
di Andrea Puccio
Il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha affermato che ha prove certe che il 4 febbraio di quest’anno Juan Guaidò si sarebbe incontrato alla Casa Bianca con Jordan Godreau, il capo della società statunitense Silvercorp incaricata di portare a termine l’invasione in Venezuela del 3 maggio.
Ma le sorprese non si fermano qui. Il portale di notizie britannico The Canary ha pubblicato mercoledì un’inchiesta del giornalista John McEvoy che rivela l’esistenza di un’unità segreta del Ministero degli Esteri britannico che appoggia l’opposizione venezuelana per rovesciare il presidente costituzionale venezuelano Nicolás Maduro.
Secondo i documenti. Ottenuto ai sensi della legge sulla libertà di informazione, il giornalista McEvoy sottolinea che negli ultimi 16 mesi il governo britannico ha sostenuto l’opposizione di Juan Guaidó nei suoi tentativi di rovesciare il capo di stato Nicolás Maduro.
L’inchiesta condotta dal giornalista britannico rivela che alla fine di gennaio 2019, l’ufficio del Foreign and Commonwealth (FCO) del Regno Unito ha invitato la Banca d’Inghilterra a garantire a Guaidó l’accesso alle riserve auree del Venezuela presenti nella banca valutate 1,2 miliardi di Sterline congelate dal governo britannico nel 2019 dopo l’autoproclamazione di Guaidò a presidente.
“Nel gennaio 2020, Guaidó si è recato a Londra per incontrare i funzionari del governo del Regno Unito per cercare il sostegno internazionale per i suoi instancabili sforzi per rovesciare il governo venezuelano”, secondo quanto scrive John McEvoy. “Durante l’incontro. Era presente il “capo dell’unità di Ricostruzione del Venezuela, FCO,, John Saville, “l’esistenza di questa unità non è mai stata riconosciuta pubblicamente né dall’FCO né da Saville” che ha ricoperto la carica di ambasciatore in Venezuela dal 2014 al 2017 per il Regno Unito..
“Savilleera una figura centrale nell’organizzazione della visita di Guaidó nel Regno Unito nel gennaio 2020, erano già in corso piani per una violenta incursione in Venezuela da parte dei mercenari degli Stati Uniti e del Venezuela”, azione contrattualizzata con la società statunitense Silvercorp, contratto che sarebbe stato firmato dallo stesso Juan Guaidò. In effetti, l’intero contratto trapelato al Washington Post nomina Guaidó come “comandante in capo” dell’intera operazione, incarico che però Guaidò ha sempre negato”.
” Questi documenti suggeriscono anche che il “cambio di regime” in Venezuela segue la procedura tipica: i paesi che contribuiscono maggiormente durante la fase di destabilizzazione possono aspettarsi di condividere il bottino finanziario nella fase di “ricostruzione”. Il documento si conclude affermando che questo episodio fa parte della strategia politica messa in atto dal governo britannico negli ultimi anni che consiste nel dare appoggio alle forze di destra dell’America Latina. (da Telesur)
SEMPRE PIU’ EVIDENTI LE RESPONSABILITA’ DI TRUMP.
Ogni giorno che passa le prove che l’amministrazione Trump sia coinvolta nel tentativo di cattura o assassinio del Presidente del Venezuela Nicolas Maduro sono sempre più evidenti.
Il Segretario di Stato Mike Pompeo e lo stesso Donald Trump continuano a dichiarare che l’amministrazione statunitense non ha alcuna responsabilità nei fatti accaduti in Venezuela la notte del 3 maggio, ma dagli interrogatori dei mercenari catturati traspare tutto il contrario.
Oggi in una conferenza stampa il Vice Ministro di Comunicazione Jorge Rodriguez ha mostrato il video dell’interrogatorio di uno dei due statunitensi catturati. Nel video Erin Berri, di 41 anni e veterano dell’esercito, ha dichiarato che il suo compito nella missione era quello di organizzare le truppe che avrebbero dovuto prendere il Palazzo del Governo e l’aeroporto di Caracas oltre alla base militare La Carlotta. Il progetto del piano prevedeva la cattura di membri del governo e trasportarli a bordo di un aereo proveniente dagli Stati Uniti o dalla Colombia negli Stati Uniti. Berry conosce personalmente Jordan Godreau, capo della Silvercorp, la società di sicurezza incaricata dell’operazione, che gli ha proposto il lavoro.
Risulta chiaro che un aereo con ha bordo Nicolas Maduro vivo o morto e gli altri alti membri del governo che si dirige verso gli Stati Uniti non può raggiungerli senza che l’amministrazione statunitense non sappia niente.
Sempre nella stessa conferenza stampa Rodriguez ha mostrato un’intervista concessa dal latitante JJ Rendom nella quale riconosce la sua firma sul contratto stipulato da Juan Guaidò nel mese di ottobre 2019 con Jordan Godreau: JJ Rendom e Sergio Vergara erano i testimoni.. Continua affermando che il contratto prevedeva la realizzazione di azioni militari in Venezuela per consegnare alla giustizia i membri del governo Maduro.
Il puzzle piano piano si compone e le responsabilità statunitensi sono sempre più evidenti. Di fronte all’evidenza dei fatti il nostro governo cosa fa? Nulla, mi aspetterei una dichiarazione da parte di Luigi Di Maio Ministro degli Esteri ma ancora non mi risulta che l’esecutivo presieduto da Giuseppe Conte abbia preso una posizione. Come al solito il governo Conte non si sbilancia su questioni che potrebbero andare contro le politiche statunitensi.
di Andrea Puccio

