CUBA: 69 ANNI FA LO STORICO SBARCO DEL GRANMA.
La notte del 25 novembre 1956 dal porto di Tuxpan in Messico salpa una piccola imbarcazione, il Granma, con a bordo 82 uomini la cui missione era quella appunto di rovesciare la dittatura di Fulgencio Batista. Tra i partecipanti alla missione: Fidel Castro Ruz, il capo della brigata, il fratello Raul, Ernesto Che Guevara, Camilo Cienfuegos Gorrian, Juan Almeida Bosque, l’italiano Gino Donè.
I problemi iniziano subito dopo poche ore dalla partenza: l’equipaggio inizia a soffrire di mal di mare e i farmaci non si trovano. L’arrivo a Santiago era previsto per il 30 di nov 1956 e Frank Pais aveva organizzato in concomitanza con lo sbarco una sollevazione popolare, ma il Granma era ancora in alto mare.
Le coste cubane appariranno solo il giorno seguente. L’imbarcazione procedeva lentamente ed i viveri e l’acqua iniziavano a scarseggiare. La mattina del 2 dicembre 1956 il Granma viene intercettato da una motovedetta che segnala la sua posizione alla Guardia Costiera.
Lo sbarco avviene poco dopo in un posto chiamato Playa Las Coloradas. La barca si incaglia nel basso fondale e velocemente inizia lo sbarco delle armi e dei pochi viveri rimasti, ma subito arriva la aviazione batistiana che mitraglia all’impazzata la zona; fortunatamente però il gruppo capeggiato da Fidel Castro non viene avvistato.
Gli 82 guerriglieri continuano a camminare nel fango della palude in condizioni precarie senza acqua e cibo. La mattina del 5 dicembre 1956 il gruppo è accampato in un luogo chiamato Alegrìa de Pio ma viene colto di sorpresa dall’esercito di Batista che lo tempesta di pallottole da tutti i lati.
La notizia dello sbarco dell’esercito rivoluzionario era arrivata fino ai vertici dello Stato. Il Che è ferito da una pallottola e si rifugia assieme ad altri compagni in un canneto. Si sente una voce gridare “Arrendetevi”, Juan Almeida risponde con la celebre affermazione “aqui no si rinde nadie, carajo! (Qui non si arrende nessuno, accidenti!)”.
La battaglia di Alegrìa de Pio aveva sparpagliato i guerriglieri in tanti piccoli gruppetti di uomini affamati e disorganizzati. Il gruppo di Almeida e del Che continua la sua marcia di notte per non essere visti dalle guardie battistiane in direzione della Sierra Maestra, con la speranza di ricongiungersi ai superstiti.
Nel solo 8 dicembre 1956 vengono uccisi 17 guerriglieri e al 15 dicembre 1956 l’esercito era ridotto del 50 per cento. Lo stesso giorno viene catturato e successivamente ucciso il secondo capo della spedizione Juan Manuel Marquez. Il 18 dicembre 1956 Fidel Castro si incontra e si riunisce con il fratello Raul presso la fattoria di Mongo Perez e pronuncia la celebre frase “Ahora si que ganamos la guerra!” (Ora si che vinciamo la guerra).
Il 21 dicembre 1956 il gruppo di Almeida ed il Che si incontra con Fidel e Raul, adesso sono in 15 con 7 armi: Fidel e Raul Castro, Ernesto Che Guevara, Juan Almeida, Camilo Cienfuegos, Ramiro Valdes, Faustino Perez, Universo Sanchez, Ciro Redondo, Efigenio Ameijeiras, Rene Rodriguez, Rafael Chao, Pancho Gonzales, Reinaldo Benitez e Armando Rodriguez.
Sono rimasti in pochi ma è proprio adesso che bisogna essere determinati ed occorre riorganizzare il Movimiento 26 de Julio, e per questo Faustino Perez viene mandato a Manzanillo per riorganizzarlo a livello nazionale. Il 24 dicembre 1956 a Santiago si svolge una riunione a cui prendono parte Frank Pais, Vilma Espìn, Haydèe Santamaría e Mariantonia Figueroa in cui si sottolinea la necessità di appoggiare le azioni che il gruppo di Fidel farà sulle montagne e quindi occorre coinvolgere le forze presenti in città.
Il giorno successivo il gruppo guidato da Fidel riprende la marcia verso la Sierra Maestra. Si aggiungono nei giorni successivi altri sette combattenti ed arriva da Manzanillo il primo gruppo di rinforzo composto da nove uomini inviato da Celia Sanchez.
Il resto è storia …
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

