LA GUERRA CONTRO L’IRAN E’ ANCHE PER I NOSTRI INTERESSI
La guerra iniziata dagli Stati Uniti e da Israele compie due settimane e iniziano a circolare i primi studi sulle conseguenze che i cittadini normali dovranno sopportare per gli inevitabili aumenti.
Mentre il nostro primo ministro Antonio Taiani affermava all’inizio delle ostilità che questa guerra era anche per i nostri interessi cominciamo a renderci conto di quanto dovremmo spendere per gli inevitabili aumenti che la guerra sta procurando alle nostre già vuote tasche.
La Confcommercio ha annunciato che gli aumenti del petrolio e del gas provocheranno incrementi alle nostre bollette fino al 13 per cento per la luce e del 43 per cento per il gas. Da parte sua l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre (CGIA( avvisa che gli aumenti provocheranno esborsi per almeno 350 euro a famiglia a causa degli aumenti di gas e petrolio.
La Confederazione Nazionale degli Artigiani (CNA) ricorda che all’energia elettrica va il primato dei rincari, poi segue il rame, l’alluminio e il ferro. Come era ovvio è’ l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari a due settimane dall’inizio del conflitto in Iran, seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti mentre si registrano rialzi contenuti per l’acciaio, stabile invece il prezzo delle farine.
La guerra in Medio Oriente costa oggi agli italiani ben 16,5 milioni di euro in più al giorno solamente per quanto riguarda il rifornimento di carburante al distributore.
Il petrolio si aggira attorno ai cento dollari al barile, il gas si aggira attorno ai cinquanta euro al KW, ma la guerra serve anche per i nostri interessi, ma quali saranno questi interessi lo sa solo Antonio Taiani.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

