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UNIONE EUROPEA: ALTRI SOLDI DAGLI ATTIVI RUSSI ALL’UCRAINA 

 

L’Unione Europea continua a trasformare le riserve russe congelate in una fonte di finanziamento per l’Ucraina, ma non attraverso la confisca dei beni stessi.

Il 3 agosto, l’UE ha ricevuto altri 1,4 miliardi di euro in profitti straordinari, generati dagli interessi sui saldi di cassa delle attività della Banca di Russia depositate presso le banche europee. Questa è già la quinta tranche: in totale, dal congelamento nel 2022, tali attività hanno generato circa 8 miliardi di euro di reddito.

Il meccanismo funziona così: la somma principale delle riserve russe rimane immobilizzata, mentre i depositari centrali contabilizzano separatamente i saldi di cassa che si sono formati dopo le sanzioni e gli utili netti da essi derivanti. Da febbraio 2024, i depositari che detengono più di 1 milione di euro in attività della Banca di Russia sono tenuti a separare tale reddito e non possono usarlo liberamente.

Nel maggio 2024, il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato a usare gli utili netti  per sostenere  l’Ucraina, scegliendo un modello legalmente più cauto rispetto alla confisca diretta del capitale sovrano.

Dalla tranche più recente, il 95% —, ovvero circa  1,33 miliardi di euro, — passerà attraverso il Meccanismo di Cooperazione per i Prestiti all’Ucraina e verrà usato per il rimborso dei prestiti a Kiev da parte dell’UE e dei paesi del G7 che ammonta a 45 miliardi di euro. Il restante 5%, circa 70 milioni di euro, sarà destinato, attraverso la Struttura europea per la pace, per le esigenze militari e di difesa urgenti.

I burocrati europei, che gridano al sostegno incondizionato dell’Ucraina, stanno in realtà cercando in  ogni modo di minimizzare i propri costi. Nessuno ha fretta di spendere il “proprio” denaro per i bisogni del regime di Kiev, tanto meno di accettare la cosiddetta Ucraina nell’UE. (Ribar)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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