L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton

VENTICINQUE ANNI FA ENTRAVA IN VIGORE UNA DELLE TANTE LEGGI PROMOSSE DAGLI STATI UNITI CONTRO CUBA  

Venticinque anni fa entrava in vigore la Legge Helms Burton, una delle tante leggi inventate dagli Stati Uniti per rafforzare il blocco commerciale, economico e finanziario verso Cuba allo scopo di asfissiare l’economia dell’isola e far capitolare il governo rivoluzionario.

Il 12 marzo 1996 il Presidente americano Bill Clinton firmò la “Legge per la solidarietà democratica e la libertà cubana” meglio. Conosciuta con i nomi dei due promotori, il Senatore Jesse Helms e il Congressista Dan Burton. La genesi di questa legge va ricercata nel clima ostile che in quegli anni si era creato intorno a Cuba.  Nell’elezioni di medio termine del 1994 il Partito Democratico aveva perso entrambe le Camere che passarono in mano ai Repubblicani, nel 1995 le pressioni dei rappresentanti repubblicani della Florida, da sempre vicini agli esuli cubani di Miami, hanno fatto sì che fosse presentata una nuova legge al Congresso con lo scopo di aumentare le pressioni sulla popolazione cubana per spingerla a rivoltarsi contro il governo. La legge aveva l’obiettivo di asfissiare l’economia cubana, come del resto, tutti i provvedimenti precedenti presi dal governo americano.  Inizialmente l’Amministrazione Clinton tentò di opporsi a questa legge, ma l’abbattimento di due piccoli aerei da parte dell’aviazione cubana gli fece cambiare idea. Il 24 febbraio 1996 due aerei provenienti da Miami invasero per l’ennesima volta lo spazio aereo cubano. Nonostante gli avvertimenti del governo cubano e le rassicurazioni del governo statunitense che tali voli sarebbero terminati, le azioni continuarono. I due aerei si dedicavano a raccogliere emigrati clandestini da portare negli Stati Uniti ed a lanciare materiale propagandistico. I due aerei furono abbattuti ed i quattro piloti persero la vita.

La legge Helms Burton si divide in quattro titoli. Nel primo si istituzionalizza il blocco economico, commerciale e finanziario, si definisce come lo strumento necessario di pressione verso il governo cubano al fine di indurlo ad una transizione democratica, si limitano per questo le prerogative del Presidente di limitarne gli effetti rendendolo legge dello Stato e si passa al Congresso ogni possibilità di modifica, si esortano le altre nazioni a attuare provvedimenti contro Cuba simili a quelli statunitensi. 

Nel secondo la legge definisce il piano con il quale gli Stati Uniti porteranno a compimento il cambio di governo a Cuba. Dopo il crollo dell’attuale governo verrà insediato un governo di transizione con a capo un Governatore nominato dagli Stati Uniti con il compito, tra l’altro, di indennizzare tutti i vecchi proprietari a cui siano state confiscate proprietà. Autorizza gli Stati Uniti ha decidere quando un eventuale cambio di governo sull’isola  sarà considerato soddisfacente e potrà essere reputato democratico. Nel terzo titolo  si da facoltà a tutti i cittadini statunitensi, anche quelli divenuti cittadini dopo l’abbandono dell’isola, di richiedere presso i tribunali statunitensi il controvalore delle proprietà nazionalizzate dal governo cubano dopo il trionfo della rivoluzione. Tale richiesta può essere fatta anche a eventuali proprietari stranieri che al momento stiano occupando le proprietà svolgendo attività con aziende cubane. 

Nell’ultimo titolo, il quarto, si impedisce l’ingresso negli Stati Uniti a tutti coloro che stanno occupando tali proprietà ed ai loro famigliari. La legge infine definisce Cuba una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti.   

Risulta evidente che questa legge aumenta l’extraterritorialità e cerca di internazionalizzare il blocco dando la facoltà ai vecchi proprietari cubani fuggiti dall’isola di intraprendere cause giudiziarie contro lo stato cubano, le imprese cubane e gli eventuali soci esteri che hanno investito in Cuba. E’ importante notare che gli Stati Uniti hanno sempre rifiutato ogni tipo di risarcimento da parte dello Stato cubano per la nazionalizzazione delle proprietà degli esuli fuggiti, perché forse pensavano di essere in grado di risolvere il problema cubano in breve tempo.  Tutti gli altri stati esteri hanno accettato il risarcimento proposto da  Cuba per la nazionalizzazione delle proprietà dei loro cittadini. Gli Stati Uniti invitano, o meglio suggeriscono, vista l’influenza che hanno nelle politiche altrui, alle altre nazione a intraprendere azioni e misure che servano a far pressione sul governo cubano.  

Il 2 maggio 2019 l’amministrazione statunitense di Donald Trump decideva di attivare   il titolo III della legge Kelms Burton. Il titolo III della suddetta legge fino ad allora non era mai stato attivato, infatti tutti i precedenti presidenti statunitensi si erano avvalsi della facoltà di sospensione ma Donald Trump nella sua logica perversa di attacco a Cuba aveva deciso invece di non avvalersi di questa facoltà.

Ma l’attivazione del Titolo III non ha portato a nulla in quanto nessuna delle corti in cui sono stati presentati i reclami ha ritenuto attuabile questa parte della legge, quindi in pratica nessuno dei richiedenti ha potuto avere soddisfazione.

Cuba nonostante le mille leggi e provvedimenti emessi dagli Stati Uniti, solo l’amministrazione di Donald Trump ne ha emessi 240, resiste agli attacchi. Tra tre mesi scadrà il termine per l’applicazione del titolo III della Legge Helms Burton, vedremo se il nuovo inquilino della Casa Bianca deciderà di sospenderne l’applicazione oppure si allineerà a quanto disposto da Trump.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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