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LA GUERRA DELLE SANZIONI TRA STATI UNITI E CINA NON SI FERMA

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha incluso sette imprese tecnologiche cinesi nella lista delle entità con cui le aziende statunitensi non possono avere rapporti commerciali.

Gli Stati Uniti nel tentativo di impedire alla Cina di svilupparsi tecnologicamente hanno inserito sette imprese cinesi nella loro lista nera in cui figurano tutte le aziende che secondo loro stanno minacciando la sicurezza nazionale o gli interesse della nazione a stelle e strisce. La scusa con cui il Dipartimento di Stato ha inserito queste sette aziende che producono super computer sarebbe quella  che starebbero collaborando con le forze armate cinesi nella produzione di computer. 

Il  portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian in risposta a questa misura ha dichiarato che il suo paese farà di tutto per tutelare gli interessi delle proprie aziende aggiungendo poi che “al fine di mantenere il suo monopolio tecnologico e l’egemonia per contenere lo sviluppo della Cina, il governo degli Stati Uniti ha ripetutamente generalizzato il concetto di sicurezza nazionale, abuso del potere nazionale, abuso della cosiddetta lista di entità e reprime maliziosamente le imprese high-tech cinesi e “per questo la Cina si oppone fortemente a questo”, riporta TeleSur. 

“Permettetemi di essere chiaro: la Cina non ha alcuna intenzione di intimidire o costringere nessuno, ma non abbiamo paura che ci si faccia strada intimidazioni o coercizioni. La Cina non si trova priva né di volontà né di capacità di difendere la propria sovranità e integrità territoriale”, continua il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, che aggiunge infine che il suo paese sta valutando le contromisure da adottare in risposta alle sanzioni statunitensi. 

Il governo cinese intanto non resta immobile di fronte alla guerra iniziata dall’amministrazione Trump a colpi di sanzioni, Infatti il ministero degli Esteri cinese ha annunciato mercoledì la sua decisione di sanzionare 28 statunitensi funzionari dell’amministrazione appena conclusa, tra cui l’ex segretario di Stato Mike Pompeo.

Le sanzioni verso i 28 funzionari statunitensi sono state prese in quanto queste persone hanno interferito durante il loro mandato negli affari interni della Cina, riporta un comunicato del  Ministero degli Esteri.

“La Cina ha annunciato sanzioni contro Mike Pompeo, Peter Navarro, Kelly Craft, John Bolton, Stephen Bannon e altri membri dell’amministrazione Trump per aver istigato ostilità, promuovere interferenze negli affari interni e minare le relazioni bilaterali”, ha detto Iramsy Peraza, corrispondente di TeleSUR a Pechino, sul suo account Twitter.

I soggetti sanzionati ed i loro famigliari più stretti sono interdetti dall’entrare in Cina ed alle aziende a loro ricondotte è vietato fare qualunque tipo di affare o commercio con entità cinesi. 

Insomma la guerra iniziata da Trump contro la Cina viene portata avanti senza alcuna remora e senza alcuna interruzione anche dal nuovo inquilino della Casa Bianca sancendo di fatto che in politica estera gli interessi dei Democratici non si discostano poi di molto da quelli dei Repubblicani per buona pace di tutti quelli che vedevano, o meglio speravano, che un cambio alla guida degli Stati Uniti avrebbe coinciso con un disgelo delle relazioni internazionali.

Gli interessi egemonici che gli Stati Uniti portano avanti non conoscono bandiera politica, Democratici o Repubblicani alla fine tutelano gli interessi della stessa classe ovvero quella borghese.  

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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