OGGI SI SVOLGONO IMPORTANTI ELEZIONI IN SUD AMERICA: ECUADOR, BOLIVIA E  PERU’ VANNO ALLE URNE

Oggi si svolgono in sud America tre importanti elezioni: si vota in Ecuador, in Perù ed in Bolivia. Nel primo paese si svolge il ballottaggio per la presidenza tra André Arrauz e Guillermo Lazo, in Perù si elegge il Presidente della Repubblica ed i membri del Parlamento ed in Bolivia si svolgono le elezioni per i Governatori di quattro dipartimenti.

In Bolivia si vota oggi per il ballottaggio nei dipartimenti di La Paz, Chuquisaca, Pando e Tarija per l’elezione dei rispettivi Governatori dato che nel primo turno elettorale nessuno dei candidati aveva ottenuto il 50 per cento più uno dei voti o aveva raggiunto almeno il 40 per cento dei voti con uno scarto sul secondo candidato di almeno il 10 per cento. Nel primo turno elettorale il Movimento al Socialismo aveva ottenuto tre dei nove governatorati e 240 dei 366 sindaci del paese. Non un grande successo che però potrebbe essere invertito al secondo turno elettorale di oggi.

Un successo potremmo dire a metà perché da un lato il Movimento al Socialismo ha ottenuto due terzi dei sindaci del paese mentre dall’altro è stato sconfitto nell’elezioni dei Governatori. Infatti ha ottenuto solo 3 Governatori mentre l’opposizione di destra ne ha ottenuti ben 6  ovvero due terzi delle cariche invertendo le percentuali delle rappresentanze locali. Storicamente il MAS è sempre stato molto più forte nelle elezioni per la presidenza e meno forte nelle elezioni locali. Elezioni queste che spesso lo hanno penalizzato o comunque che non hanno visto replicarsi i successi ottenuti a livello nazionale durante le elezioni per la carica di Presidente della Repubblica.

In Perù si vota per la Presidenza della Repubblica e per eleggere i membri del Parlamento. Nel paese andino si presentano ben 18 candidati espressione della destra e della sinistra: un quadro di incertezza totale che vede, secondo i sondaggi pre elettorali, almeno cinque candidati con percentuali di intenzione di voto intorno al 10 per cento. Gli altri candidati hanno percentuali di preferenza che non superano i pochi punti percentuali.

Quindi in Perù tutto è possibile e l’incertezza regna sovrana. Due sono invece le certezze: il ricorso ad una seconda tornata elettorale dato che nessun candidato raggiungerà la soglia del 50 per cento più uno dei voti e che oltre un terzo degli elettori non ha ancora deciso per chi votare. Si dovrà ricorrere al ballottaggio tra i due primi classificati per decidere chi sarà il nuovo Presidente del Perù ma in ogni caso chi si scontrerà al secondo turno non sarà espressione di alcuna maggioranza popolare perché, se saranno rispettate le intenzioni di voto dei sondaggi, i due candidati supereranno di poco il 10 per cento delle preferenze. Insomma si scontreranno due candidati che assieme non rappresenteranno più di un quarto dei peruviani. La frammentazione elettorale che si presenta nel paese andina è figlia della disillusione che i peruviani hanno della politica e dei politici che negli ultimi anni hanno governato il paese. Grazie alla dilagante corruzione hanno perso ogni speranza nella politica: si sente dire ripetutamente dalla gente che chiunque vada al governo è un ladro che pensa solo ad arricchirsi. Purtroppo il qualunquismo è arrivato anche lì ma come gli si può dare torto quando in quattro anni si sono avvicendati alla guida del Perù ben tre Presidenti. Inoltre il Parlamento che verrà fuori da queste elezioni sarà composto da una miriade di partiti che di fatto ne renderà difficile la governabilità.

Infine in Ecuador si svolge il confronto più interessante ed atteso ovvero quello tra André Arrauz Guillermo Lazo. Il primo erede delle politiche sociali di Rafael Correa mentre Lazo si presenta in rappresentanza della destra ecuadoriana.

André Arrauz Guiderebbe, secondo i sondaggi, le intenzioni di voto degli ecuadoriani ma la nulla è scontato infatti in mezzo ai due candidati si trovano gli elettori che al primo turno hanno votato per Pachakuti il cui candidato  Yaku Perez ha suggerito di votare scheda bianca o nulla per protestare contro i brogli elettorali che secondo lui si sarebbero verificati al primo turno. Infatti al primo conteggio dei voti il partito di Perez aveva una manciata di voti in più del partito di Lazo che invece dopo il riconteggio di parte delle schede elettorali lo ha scavalcato per pochi voti partecipando quindi al ballottaggio. 

La campagna elettorale tra i due candidati si è svolta nel mezzo della crisi causata dalla pandemia e dagli scandali sanitari causati dall’uscente governo guidato da Lenin Moreno. Lo stesso Lenin Moreno è stato a più riprese argomento delle discussioni tra Arrauz e Lazo: il primo accusava Lazo di essere il continuatore delle politiche liberiste che Moreno aveva portato avanti nei quattro anni di presidenza in quanto sempre le aveva appoggiate, Lazo invece accusava Moreno di essere stato candidato  dallo stesso partito di Arrauz e quindi non  ne poteva prendere le distanze. Una campagna elettorale aspra e dura che si è combattuta su tutti i fronti perché come appare chiaro l’Ecuador riveste un ruolo molto importante nella geopolitica del sud America. Il ritorno ad un governo progressista significherebbe per gli Stati Uniti perdere un socio importante nella lotta contro il Venezuela e contro i governi progressisti del sub continente. Ricordiamo che negli ultimi tempi l’Argentina e la Bolivia sono tornate ad essere governati dalla sinistra. perdere anche l’Ecuador sarebbe grave per l’espansionismo statunitense nell’area da sempre considerata il loro cortile di casa.

Infine si potrebbe sperare data l’incertezza politica che anche il Perù possa passare ad essere guidato da un governo di sinistra o  progressista. Cosa piuttosto difficile perché anche se un candidato della sinistra arrivasse al secondo turno credo che difficilmente possa vincere il ballottaggio. In un caso come questo tutte le forze di destra si coalizzerebbero per impedirgli di vincere: La destra quando occorre coalizzarsi lo sa fare sempre molto bene perché loro non si dividono mai sull’essere uno più di destra dell’altro. Cosa che invece riesce molto bene alla sinistra dove c’è sempre uno più a sinistra di te.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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