TUTTI CONTENTI PER LE 500 MILA VACCINAZIONI ESEGUITE UN GIORNO MA UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA BASTA LEGGERE I DATI

 

Leggo che con grande enfasi oggi il Ministro della Salute Roberto Speranza annuncia che nel nostro paese ieri, 29 aprile, sono state raggiunte le 500 mila vaccinazioni in un giorno. Potremmo dire però che una rondine non fa primavera.

Con un post il Ministro della Salute annuncia orgogliosamente che in Italia è stato raggiunto l’obiettivo di 500 mila vaccinazioni in un giorno. Scrive che “Ieri in Italia sono state somministrate oltre 500 mila dosi di vaccino. Grazie alle donne e agli uomini del Servizio Sanitario Nazionale e a tutte le istituzioni per il gran lavoro di squadra. Il vaccino è la vera strada per uscire da questi mesi così difficili.”

In realtà le somministrazioni sono state 497.993, ma la notizia non è la differenza di 3 mila dosi in più annunciate da Roberto Speranza ma che oggi sono state somministrate solo 163.167 dosi ovvero 336.833 in meno rispetto al target previsto dallo stesso Ministro. Se poi prendiamo quanto affermato dal Generale Francesco Figliuolo alla trasmissione Porta a Porta che ha dichiarato che in Italia la capacità di somministrazione può arrivare addirittura a 700 mila dosi al giorno ci accorgiamo come in realtà ci stanno letteralmente prendendo in giro. 

Se un giorno riesci per miracolo a raggiungere quasi 500 mila dosi di vaccino somministrate e poi il giorno successivo ne inoculi solo un terzo voglio proprio vedere come possiamo sperare in tempi brevi di raggiungere l’immunità di gregge. Facciamo come i gamberi: un passo avanti e due indietro. La campagna propagandistica messa in atto dal governo che tende a dare fiducia ai cittadini che non controllano l’andamento reale delle vaccinazioni va avanti molto meglio delle vaccinazioni stesse.

I dati assoluti danno un quadro desolante di quanto sta accadendo. Al di la dei proclami entusiastici sulle vaccinazioni eseguite in un giorno solo 5.784.237 italiani hanno ricevuto le due dosi del vaccino ovvero il 9,6 per cento della popolazione mentre 13.822.263 sono stati vaccinati con la prima dose equivalenti al 22,94 per cento. Quelli che contano per l’immunità di gregge sono gli italiani vaccinati con entrambe le dosi, quindi l’obiettivo risulta ancora molto lontano dal raggiungersi.

Per complicare poi le cose arrivano le  dichiarazioni, tra l’altro attese, che i vaccini di Pfizer e Moderna hanno una copertura di sette o otto mesi. Ciò significa che gli anticorpi prodotti dall’organismo dopo la somministrazione dei due vaccini iniziano a diminuire dopo sette o otto mesi e che occorre quindi un’altra dose di vaccino per ristabilire la completa effittività del vaccino. Adesso le persone che sono state vaccinate per prime nel febbraio avranno una copertura fino ad agosto, poi occorrerà vaccinarle di nuovo. Morale non sono più due le dosi da somministrare ma tre.  Per essere corretti bisogna dire che le due case farmaceutiche hanno detto che la terza dose dovrebbe essere iniettata dopo un anno, quindi abbiamo tutto il tempo per completare la vaccinazione entro la fine dell’anno, ma cosa succederà ai primi vaccinati  se la loro immunizzazione scende negli ultimi mesi del 2021?

Allora occorrerebbe essere onesti e stimare i tempi complessivi per terminare la campagna vaccinale entro l’anno e non entro l’estate come regolarmente ci viene detto facendo credere agli italiani un’estate quasi normale.

In tutto questo le aziende farmaceutiche si strusciano le mani perché il loro lavoro non terminerà con le due dosi ma si protrarrà per molto tempo con grande piacere dei soci. 

 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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