Manifestazione a Bucaramanga in Colombia

ALMENO OTTO PERSONE UCCISE DURANTE LE PROTESTE A CALI INCOLOMBIA

 

Sarebbero almeno otto le persone uccise durante le manifestazioni nella città di Cali in Colombia secondo il rapporto della Rete per i Diritti Umani Francisco Isaias Cifuentes.

Durante le manifestazioni che hanno scosso la Colombia negli ultimi giorni sarebbero almeno otto le persone che avrebbero perso la vita per le repressioni della polizia nella sola città di Cali. Le manifestazioni erano iniziate il 28 aprile per protestare contro la riforma tributaria presentata dal governo di Ivan Duque e prontamente represse dalla polizia con i metodi classici delle dittature sud americane.

Secondo il rapporto stilato dalla Rete per i Diritti Umani Francisco Isaias Cifuentes oltre agli otto morti a Cali si sono registrati anche 84 arresti, 28 feriti e tre manifestanti dispersi. Il rapporto indica che tra i feriti ci sono tre persone con perdita oculare e un caso di abuso sessuale compiuto da  agenti di polizia. Secondo altre fonti le persone uccise sarebbero sette ed altre sette sarebbero invece disperse mentre fonti delle comunità locali indicano in quattordici le persone che hanno perso la vita.

Durante una conferenza stampa l’organizzazione Francisco Isaias Cifuentes ha dichiarato di non essere stata in grado di operare liberamente durante le manifestazioni e per questo non è in grado di fornire dati precisi sulle sorti delle persone disperse. Hanno comunque ricevuto rapporti dai quartieri di Calipso, El Diamante e da diversi settori popolari della città di Cali in cui vengono denunciate azioni della polizia, riporta TeleSur.

Il ministro della Difesa Diego Molano ha annunciato venerdì l’arrivo di circa 3.000 poliziotti e militari a Cali per tentare di soffocare le proteste popolari contro la riforma fiscale. Proteste nate contro la legge tributaria presentata dal governo ma che poi si sono trasformate in proteste generalizzate contro le politiche liberiste attuate da Ivan Duque e contro la catena inarrestabile di omicidi compiuti dalle bande paramilitari nei confronti dei leader sociali e degli ex appartenenti alle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia che avevano firmato gli accordi di pace con il governo nel 2014.

Parallelamente alla riforma fiscale che aveva tra le altre cose introdotto l’aumento dell’Iva il governo colombiano aveva annunciato l’acquisto di 26 aerei da guerra F16, cosa questa che aveva fatto indignare la maggioranza della popolazione perché se le casse dello stato languono perché lo stato deve spendere soldi per acquistare aerei da guerra quando non sta combattendo, almeno formalmente, nessuna guerra.

Il presidente colombiano Iván Duque ha annunciato venerdì che riesaminerà il progetto di riforma fiscale respinto con massicce mobilitazioni dal 28 aprile scorso in diverse città del paese.”Ho dato un’istruzione molto chiara al Ministero delle Finanze per (…) costruire un nuovo testo con il Congresso che costruisca consenso e alimenti anche proposte preziose” da parte dei partiti, del settore privato e della società civile, ha dichiarato nel suo show televisivo quotidiano.

Quindi le proteste di piazza hanno fatto retrocedere il governo di Duque che ha ritirato la tanto contestata riforma. Una volta ancora viene dimostrato che la protesta paga. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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