PIETROSTEFANI EX DIRIGENTE DI LOTTA CONTINUA OGGETTO DI UNA CAMPAGNA DIFFAMATORIA 

 

Mercoledì 5 maggio si sono svolte presso la Corte d’Appello di Parigi le udienze dei rifugiati politici italiani  arrestati nei giorni scorsi: Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi, Luigi Bergamin, Raffaele Ventura  tutti ex brigatisti, Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale e Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua. Tutti gli ex militanti comparsi davanti ai giudici hanno rifiutato l’estradizione in Italia. Le prossime udienze si terranno in diverse date nel mese di giugno. Tutt’ora ricercato l’ex brigatista Maurizio Di Marzio i cui termini di prescrizione dei reati scadono il 10 maggio.  Gli arresti sono conseguenza dell’incontro a distanza l’8 aprile scorso tra i ministri della Giustizia di Francia e Italia in vista della scadenza della prescrizione dei reati per alcuni. Solidarietà dalla sinistra francese, fra cui il quotidiano Liberation ha pubblicato l’appello di un gruppo di intellettuali al presidente Macron per il rispetto della “Dottrina Mitterand” e contro la concessione dell’estradizione.

La vicenda riapre pagine di storia dolorose e solleva vecchi interrogativi sulla giustizia italiana da alcuni accusata  di strabismo. Mentre si continuano a perseguire soggetti implicati nella lotta armata negli anni ’70 e ’80, ormai settantenni e alcuni gravemente malati, ancora non è stata fatta ne luce ne giustizia su alcune stragi neofasciste, sul ruolo dei servizi segreti deviati, sulla P2 di Licio Gelli, sui mandanti di omicidi come quello di Paolo Borsellino e sulla strage di Ustica, depistata dall’Aeronautica militare.

Reazioni indignate si sono sollevate, sull’arresto di Giorgio Pietrostefani  e sul trattamento mediatico della sua vicenda che non è legata ad alcuna condanna per terrorismo. L’ex dirigente di Lotta Continua condannato dalla Cassazione per l’omicidio Calabresi, tramite il ribaltamento di una sentenza assolutoria, senza prove certe e senza riconoscimento da parte dei testimoni e in base alle sole dichiarazioni del “pentito” Pasquale Marino, ex militante di base di L.c. il quale improvvisamente risolse i sui gravi problemi finanziari in prossimità delle rilevazioni accusatorie.

Le televisioni e la stampa hanno, sin da subito, assimilato Pietrostefani agli atri rifugiati politici che invece hanno avuto trascorsi e condanne legate alla lotta armata subendo un trattamento che assume i connotati di una diffamazione mediatica a scopo politico, ad opera soprattutto di un canale Rai. Il canale in questione, infatti, la sera stessa dell’arresto, nel suo programma di approfondimento post Tg serale, ha affrontato l’argomento, con un ospite, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (https://www.youtube.com/watch?v=juRmoelj640), che, non risulta ne studiosa ne esperta della materia e all’epoca dei fatti non era ancora nata, col chiaro strumentale intento di assimilare i soggetti e le organizzazioni dell’estrema sinistra che negli anni ’70 portavano avanti le loro battaglie politiche alla luce del sole, con coloro che sono stati protagonisti della lotta armata. L’assimilazione di Pietrostefani agli altri ex terroristi, regolarmente ribadita ad ogni Tg Rai, nasconde una strategia finalizzata a delegittimare un’importante stagione politica, come quella delle formazioni dell’estrema sinistra nate dopo il 1968, cercando, attraverso bieche strumentalizzazioni politiche, di assimilarla alla lotta armata o di renderla agli occhi dell’opinione pubblica come collaterale ad essa, quando in realtà erano due realtà nettamente distinte e addirittura divergenti sia negli strumenti che nelle strategie

A margine della vicenda emergono dubbi sull’operato del presidente francese. Infatti, se Macron come afferma, ha voluto “rendere un servizio alla giustizia italiana”, non avrebbe forse compiuto opera migliore se avesse trasmesso i tracciati radar della sera del 2 giugno 1980 del Tirreno meridionale, ove erano impiegati caccia francesi, quando fu abbattuto nei cieli di Ustica il Dc 9 dell’Itavia con 81 persone a bordo?

Andrea Vento – 7 maggio 2021

 

 

 

Di seguito alcuni esempi di come i media nazionali abbiano trattato la vicenda ai danni di Pietrostefani, assimilato tout court agli ex terroristi, con tanto di foto in primo piano. 

 

https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/in-francia-prima-udienza-per-l-estradizione-degli-ex-terroristi-italiani_31858332-202102k.shtml

 

https://www.huffingtonpost.it/entry/ex-terroristi-arrestati-petrella-rivendica-ho-gia-fatto-10-anni-di-carcere-e-30-di-esilio_it_6092a5b4e4b04620270e7f5b

 

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/04/28/terrorismo-arrestati-a-parigi-i-7-brigatisti_710152e0-08a9-4192-8a3d-1f10a662cb7f.html

 

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/04/29/lex-terrorista-in-fuga-bergamin-si-costituisce-a-parigi_46767d1c-743f-4332-a9f3-54b69cc46b05.html

 

https://www.ilsole24ore.com/art/arrestati-parigi-sette-terroristi-rossi-tra-cui-pietrostefani-cappelli-e-petrella-AEYxQSE

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