Il Presidente del Cile Sebastian Pinera

MATERNITA’ FORZATE E MATERNITA’ IMPEDITE I PARADOSSI DELL’AMERICA LATINA 

 

Paradossi dell’America Latina: alcune donne sono costrette a fare le madri altre invece non lo potranno mai essere. Due casi dimostrano come ancora nel continente sud americano le donne non sono libere di decidere del loro corpo.

Due casi di stretta attualità confermano che ancora in alcune nazioni dell’America Latina le donne non possono decidere del proprio corpo: In Cile alcune centinaia di donne sono state costrette a diventare madri contro la loro volontà, in Perù migliaia di donne indigene non potranno mai essere madri anche se lo volessero.

“Ciò è dimostrato da due casi giudiziari di enorme attualità perché mostrano il paradosso permanente e violento che viviamo nella regione in termini di diritti sessuali e riproduttivi”, scrive in un articolo la giornalista e scrittrice Cecilia Gonzalez pubblicato sul sito di  RT.

La giornalista Cecilia Gonzalez nel suo articolo mette in evidenza come in Cile migliaia di donne, la maggior parte in situazione economica vulnerabile, si appoggino al  Programma di pianificazione familiare e genitorialità responsabile che consente allo Stato di consegnare loro pillole anticoncezionali. Le pillole consegnate dallo stato alle donne che ne avevano fatto richiesta però erano difettose o del tutto inefficaci. Ciò ha provocato che un centinaio di donne sono rimaste incinte senza volerlo nonostante pensassero di essere coperte dall’effetto anticoncezionale delle pillole assunte. 

Queste donne sono state  costrette a portare a termine la gravidanza anche se non lo avrebbero voluto. Infatti in Cile la legge che permette di abortire ad una donna si applica solo in tre casi: la violenza sessuale, il rischio per la donna nel portare avanti la gravidanza e la morte del feto. In Cile solo nel 2017 è stato depenalizzato l’aborto ma la legge che è stata approvata è, come visto, una legge a metà.

La Gonzalez provocatoriamente suggerisce che alla legge andrebbe inclusa una quarta casistica ovvero l’inefficienza delle pillole anticoncezionali fornite dallo stato quale motivo per autorizzare l’aborto. Risulta evidente che in Cile c’è la necessità di approvare una vera legge che permetta davvero alla donna di decidere quando portare avanti la gravidanza e quando interromperla.

Mentre in Cile un centinaio di donne ha dovuto essere madre anche se stava seguendo un programma statale per il controllo delle nascite in Perù è avvenuto il contrario. Nel paese andino migliaia di donne, durante la presidenza di Alberto Fujimori, tra il 1990 ed il 2000, sono state sterilizzate senza il loro consenso.

Pratica questa che può essere definita senza sbagliare eugenetica. Infatti Fujimori sosteneva che sterilizzare e per conseguenza impedire che le donne potessero avere figli, che avrebbero aumentato la popolazione indigena e più povera del paese, avrebbe consentito al Perù di avanzare economicamente. Insomma per rendere il paese più moderno ed economicamente più prospero occorreva eliminare tutti i poveri. Non potendo riaprire i lager come fecero i nazisti pensò di impedire che le donne indigene e appartenenti alle classi più povere  si riproducessero.

Migliaia di donne furono sottoposte al legamento delle tube senza il loro consenso o addirittura senza sapere neppure a cosa sarebbero state sottoposte. I numeri di questa vera e propria pratica eugenetica non sono certi ma si parla di almeno 270 mila donne e 22 mila uomini a cui è stata praticata la vasectomia. L’anno scorso si è aperto il processo contro Alberto Fujimori per i crimini commessi. Al processo sono state ammesse 1300 denunce di altrettante donne mentre nel registro nazionale che raccoglie tutte le denunce si sono iscritte oltre 8000 vittime.

Ma questo processo potrebbe finire in una bolla di sapone. Infatti la figlia di Alberto Fujimori Keiko Fujimori, candidata alla presidenza del Perù contro Pedro Castillo, ha detto che se vincerà al ballottaggio del 6 giugno una delle prime misure che prenderà sarà quella di perdonare il padre. Il popolo peruviano è avvertito.

Due casi quelli accaduti in Cile e Perù che evidenziano come i diritti delle donne e delle minoranze nei paesi governati da governi di destra, come il caso cileno che rappresenta per i liberisti nostrani un esempio, siano calpestati. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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