La squadra mobile anti sommossaLa squadra mobile anti sommossa

COLOMBIA: CINQUANTA GIORNI DI PROTESTE E REPRESSIONI 

 

Cinquanta giorni di proteste in Colombia e cinquanta giorni di repressioni della polizia contro i manifestanti: ieri a Cali l’ultimo giovane ucciso dall’ESMAD porta gli omicidi ad oltre settanta.

Sono almeno settanta i giovani uccisi dalla polizia e dalla squadra mobile anti sommossa secondo i dati forniti dall’Istituto per lo Sviluppo e la Pace della Colombia (INDEPAZ) dall’inizio delle proteste cinquanta giorni fa. Ieri nella città di Cali, capitale del dipartimento della Valle del Cauca, durante una manifestazione l’ESMAD ha attaccato i giovani manifestanti causando la morte di uno di loro, inoltre si sono registrati una ventina di feriti e otto arresti. Il giovane ucciso a Cali è stato raggiunto alla testa da un proiettile sparato dalle forze dell’ordine. Stesso copione anche nelle città di Bogotà, capitale della Colombia, e a Neiva, capitale del dipartimento di Huila, dove nella notte la polizia ha attaccato i manifestanti che stavano protestando pacificamente.

Il bilancio delle repressioni da parte delle forze dell’ordine durante i cinquanta giorni di proteste è drammatico. e le violazioni dei diritti umani dei manifestanti una pratica costante. Secondo l’ultimo rapporto fornito dalla ONG Temblores durante le manifestazioni sono stati compiuti 4285 casi di violenza da parte della polizia e  1468 persone hanno subito violenze fisiche. Inoltre si contano 1832 detenzioni arbitrarie, 734 azioni violente contro i detenuti eseguite da agenti della polizia i quali sono accusati di almeno 215 casi di uso di armi da fuoco. Il rapporto riporta 28 denunce per violenza sessuali e 70 persone ferite agli occhi, pratica questa già ampiamente usata dai carabineros cileni durante le proteste dell’anno scorso avvenute nel paese sud americano. Ancora un centinaio di persone risultano sparite nel nulla. 

Di fronte a questa situazione di repressione costante il Senatore Ivan Cepeda ed altre organizzazioni della società civile hanno presentato presso la Corte Penale Internazionale una denuncia per crimini di lesa umanità contro il Presidente Ivan Duque, il Ministro della Difesa Diego Molano, il Comandante dell’Esercito Eduardo Zapateiro e Direttore della Polizia Horge Luis Vargas.

Le proteste comunque hanno portato anche dei successi: il governo è stato costretto a ritirare la contestata riforma tributaria che intendeva innalzare l’Iva sui prodotti di prima necessità. Riforma questa che ha fatto da detonante per lo scoppio delle proteste che in realtà covavano sotto la cenere da tempo. La pandemia ha acutizzato la precarietà in cui la gran parte della popolazione colombiana vive grazie alle politiche liberiste del governo Duque e di quelli che lo hanno preceduto. Ma la riforma tributaria faceva parte di un pacchetto di riforme che dovevano privatizzare tra le altre cose anche quel poco di pubblico che restava della sanità colombiana. Riforma, quest’ultima, ritirata dopo le massicce proteste di piazza assieme a quella tributaria.

Ma nonostante i morti, i feriti, gli arresti arbitrari, le sparizioni dei manifestanti e le violenze sessuali la comunità internazionale resta immobile ed impassibile ai fatti che giornalmente succedono in Colombia, Mi indigna questo silenzio assordante dei governi occidentali sempre pronti a mettere in primo piano le presunte violazioni dei diritti umani in Venezuela o a Cuba. Presunte violazioni che servono per inasprire ogni giorno le sanzioni contro quei paesi considerati canaglie perché non si sono ancora piegati alle politiche statunitensi sempre appoggiate dalla servile Unione Europea. Mi indigna il silenzio dei grandi mezzi di informazione nazionale ed internazionali sempre pronti a mettere in prima pagina uno sbadiglio di un gatto ad Hong Kong o una flautolenza di Alexei Navalni ma che restano indifferenti a quanto avviene nel paese sud americano come se il rispetto dei diritti umani fosse un argomento da evidenziare solo se conviene politicamente.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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