Il presidente cubano Miguel Diaz Canel

CUBA: LA CONTRORIVOLUZIONE MANIFESTA CONTRO IL GOVERNO IN VARIE CITTA’

 

La controrivoluzione cubana, lautamente finanziata dagli Stati Uniti, ha oggi convocato per le strade di Cuba sotto il motto “Cuba è libertà” numerose manifestazioni popolari allo scopo di attaccare il governo.

In varie città di Cuba tra le quali San Antonio del los Banos, nella provincia di Artemiza, ad occidente,a  Trinidad, nella provincia di Sancti Spiritus, nel centro dell’isola, a Palma Soriano, nella provincia orientale di Santiago de Cuba, oggi si sono svolte varie manifestazioni di protesta contro il governo convocate dai movimenti controrivoluzionari. Nei video apparsi sui social network si vedono molte persone che protestano inneggiando cori contro il Presidente spesso offeso, invocando libertà e morte alla dittatura. Le offese contro Miguel Diaz Canel, Presidente della Repubblica di Cuba, fanno da corollario ai commenti negativi apparsi sotto i video pubblicati sui social.   

Negli ultimi tempi la situazione economica dell’isola caraibica si è aggravata complice la pandemia, il crollo del turismo e le numerose misure sanzionatorie emesse dal governo di Donald Trump e non revocate dall’attuale amministrazione di Joe Biden. I manifestanti protestano soprattutto per i le recenti interruzioni di energia elettrica che colpiscono a macchia di leopardo  tutto il paese provocando indubbi disagi. Inoltre si protesta per la diffusione del virus che nelle ultime settimane ha raggiunto livelli molto alti, mai visti sull’isola.

La situazione che l’isola sta vivendo non può essere imputata ad una mala gestione del governo ma al blocco economico, commerciale e finanziario che Cuba sopporta dal 1962. La mancanza di petrolio per la produzione di energia elettrica, la mancanza di medicinali, la penuria di reagenti per la produzione del vaccino contro il corona virus rendono la vita difficile ai cubani. La controrivoluzione sempre pronta ad affossare il coltello nelle ferite causate dal blocco non ha perso l’occasione per fomentare la popolazione.

Con la scusa della mala gestione del governo i gruppi controrivoluzionari hanno richiamato in piazza centinaia di persone che per miopia o poca informazione credono alle fantasticherie proposte da questi nuovi patrioti finanziati lautamente dagli Stati Uniti. Anche in Cuba si sta cercando di creare movimenti, che saranno definiti spontanei dai nostri sempre attenti mezzi di informazione che vedono nelle rivoluzioni colorate il riscatto dei popoli sotto dittatura, ma che di spontaneo non hanno nulla..

Come più volte scritto essere un controrivoluzionario in Cuba frutta notevoli guadagni. Infatti ogni anno milioni di dollari vengono gettati a pioggia sui gruppi dalle varie amministrazioni che si susseguono alla Casa Bianca. Organizzare le manifestazioni è quindi un bel mezzo per arricchirsi senza faticare molto sperando poi che, se il governo dovesse cadere, qualcosa resti nelle loro tasche.

Ma la stragrande maggioranza del popolo sta ancora con la rivoluzione. Appena saputo delle manifestazioni il Presidente Miguel Diaz Canel  si è recato a San Antonio de los Banos ed ha percorso le strade della città. Al Presidente si sono aggiunte molte persone inneggiando alla rivoluzione e sventolando le bandiere cubane. In un discorso alla televisione Miguel Diaz Canel ha denunciato il nuovo tentativo degli Stati Uniti di sovvertire il governo dell’isola. Successivamente in altre città di Cuba la cittadinanza si è riversata per le strade manifestando in sostegno della  rivoluzione e del governo mentre alle finestre delle case sono state esposte bandiere di Cuba in segno di appoggio al governo e ripudio al tentativo di destabilizzare il paese. 

La controrivoluzione sembra che anche questa volta non abbia ottenuto lo scopo di far cadere il governo e ha dimostrato di essere una esigua minoranza che non è capace di mobilitare che poche persone. Al momento comunque il governo si è comportato in maniera esemplare lasciando i pochi manifestanti protestare a dimostrazione che a Cuba il dissenso si può manifestare senza timore a differenza di quanto sta avvenendo in Colombia, paese amico degli Stati Uniti, dove le proteste sono state represse nel sangue. Comunque questi sono segnali che non vanno sottovalutati.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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