Un drone statunitense

AFGANISTAN: MOLTE PERSONE UCCISE DAL FUOCO AMICO SEGUITO ALL’ESPLOSIONE ALL’AEROPORTO DI KABUL  

 

Come promesso da Joe Biden nel suo discorso alla nazione dove si è persino lasciato segnare il volto da qualche lacrima di coccodrillo la vendetta contro gli esecutori dell’attentato terroristico all’aeroporto di Kabul è arrivata: un drone ha ucciso due leader dell’ISIS K e ne ha ferito un terzo mentre tutte le persone decedute durante l’attentato non sarebbero morte per l’esplosione.

In risposta all’attacco terroristico avvenuto due giorni fa all’aeroporto di Kabul in cui sono morte almeno 180 persone di cui 13 militari statunitensi  ieri gli Stati Uniti hanno risposto alla loro maniera vendicandosi. Un drone ha ucciso nella provincia di Nangahar due leader dell’ISIS K e ne ha ferito un altro: l’organizzazione terrorista aveva in precedenza rivendicato l’attentato.

“Il raid non è stato l’ultimo. Continueremo a dare la caccia a qualsiasi persona coinvolta in quell’attacco atroce per fargliela pagare. Ogni volta che qualcuno cerca di danneggiare gli Stati Uniti o attaccare le nostre truppe, risponderemo. Non c’è alcun dubbio”, ha affermato Joe Biden che ha poi aggiunto che “La situazione sul campo continua ad essere estremamente pericolosa e la minaccia di attacchi terroristici all’aeroporto rimane alta. I nostri comandanti mi hanno informato che un attacco è altamente probabile nelle prossime 24-36 ore. Ho ordinato di prendere ogni possibile misura dare la priorità alla difesa delle forze e garantire che avranno tutta l’autorità e le risorse per proteggere i nostri uomini e donne sul campo”,. 

Secondo quanto dichiarato dall’amministrazione Biden la persona uccisa era già da tempo sotto controllo ma evidentemente non poi così tanto dato che è stata in grado di eseguire l’attentato senza che nessuno lo sapesse o che glielo impedissero. Proprio su questa seconda ipotesi dovremmo farci alcune domande. Infatti se i servizi segreti statunitensi tenevano sotto controllo la persona uccisa, di cui ancora non conosciamo le generalità, come è stato possibile che abbia potuto eseguire l’attentato all’aeroporto di Kabul indisturbatamente? Forse un attentato poteva servire per distogliere l’attenzione mediatica dal disastro compiuto in Afganistan in venti anni di occupazione e dal ancora disastroso abbandono con la coda tra le gambe delle truppe occidentali dal paese centro asiatico. Aggiungo anche che da alcuni giorni i servizi segreti britannici avvertivano di un possibile attentato. Allora perché è stato possibile che un attentatore suicida pieno di esplosivo si sia potuto intrufolare tra la folla in attesa al gate dell’aeroporto?

Infine, secondo alcune testimonianze rese alla BBC, molte persone non sarebbero morte a causa dell’esplosione ma da quello che viene definito fuoco amico. Fuoco amico, ovvero i colpi sparati dai soldati delle forze di occupazione occidentali che vegliavano la sicurezza dell’aeroporto,  avrebbe ucciso molte più persone che l’esplosione stessa. Infatti secondo quanto riferito da un testimone negli istanti che hanno seguito l’esplosione i soldati presenti all’aeroporto avrebbero aperto il fuoco uccidendo decine di persone nell’intento di fermare i terroristi dimenticandosi che di fronte a loro si trovavano proprio gli afgani che dovevano proteggere. Morti che chiameremo come accade in questi casi danni collaterali.  

Vedremo se i servizi segreti statunitensi che hanno avvertito Biden di un probabile attentato nelle prossime 24/36 ore saranno così bravi da impedirlo oppure accadrà come due giorni fa. Concludo ricordando le parole del Presidente degli Stati Uniti che per uscire dal pantano afgano aveva affermato che il suo paese era andato in Afganistan per combattere il terrorismo e non esportare la democrazia ed i valori occidentali, sbugiardando colui che la guerra la aveva iniziata ovvero George W. Busch. Sembra, alla luce di quanto accaduto due giorni fa all’aeroporto di Kabul, che la lotta al terrorismo non gli sia riuscita tanto bene dato che l’ISIS K, organizzazione terrorista che operava in Siria, altro paese bombardato dagli Stati Uniti e dalla Nato, è la responsabile dell’attentato. Organizzazione che tra l’altro aveva trovato rifugio proprio in Afganistan, il paese dove sono andati tutti per combattere i gruppi terroristi.  

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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