Militari statunitensi

DANNI COLLATERALI: UN DRONE USA UCCIDE SEI BAMBINI IN AFGANISTAN. LA VENDETTA DI BIDEN CONTINUA  

 

Continuano i raid statunitensi contro i presunti affiliati al gruppo terroristico ISIS K in Afganistan dopo l’attentato all’aeroporto di Kabul della settimana scorsa. Ieri un Drone degli Stati Uniti ha colpito una casa a Kabul ed i nove occupanti sono saltati per aria: tra le persone morte anche sei bambini che sicuramente erano terroristi in erba.

Un drone degli Stati Uniti ha colpito una casa facendola esplodere a Kabul provocando la morte dei nove occupanti. Tra coloro che hanno perso la vita ci sono anche 6 bambini, tra cui la piccola Armin, di 4 anni, il fratello Benyamin di 3 anni e le altre due sorelle, Ayat e Sumaya, di 2 anni, ha riferito il fratello delle vittime aggiungendo che le persone uccise erano una famiglia normale e non avevano legami con il gruppo terrorista.

Ancora danni collaterali, così vengono chiamate le persone che accidentalmente perdono la vita in un raid come quello messo in atto dagli Stati Uniti per vendicare i propri militari uccisi nell’attentato all’aeroporto di Kabul, insanguinano la ritirata delle truppe occidentali dall’Afganistan. Questa volta i danni collaterali sono dei bambini ma cosa importa la vendetta è vendetta e va portata in fondo costi quello che costi.

In precedenza, il portavoce del Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), il capitano Bill Urban, ha affermato che domenica è stato effettuato un attacco con dei droni su un veicolo a Kabul, in seguito al quale è stata eliminata una minaccia Daesh-K che poteva compiere un attentato all’aeroporto. Ha aggiunto poi che l’esercito sta indagando sull’accaduto.

Venerdì, la Casa Bianca ha ammesso una falla nella sicurezza che ha consentito l’attentato suicida di giovedì all’aeroporto di Kabul, che secondo quanto riferito ha ucciso almeno 182 persone, tra cui 13 soldati statunitensi.

Le operazioni dei droni statunitensi effettuate in diversi Paesi contro gruppi terroristici sono state ritenute molto controverse a causa delle morti civili riportate, che i capi militari definiscono “danni collaterali”. Le vittime tra i civili sono diventate pubblicamente note a causa di indagini indipendenti e informazioni divulgate da reporter e altri informatori. Il mese scorso, l’ex analista dell’aeronautica statunitense Daniel Hale è stato condannato a una pena detentiva dopo aver fatto trapelare informazioni riservate sugli attacchi dei droni statunitensi dal suo dispiegamento in Afghanistan che, secondo quanto riferito, hanno ucciso persone innocenti, compresi minori. (Sputnik)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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