Julian Assange non verrà estradato megli Stati Uniti

ALTA CORTE DEL REGNO UNITO APRE ALL’ESTRADIZIONE DI JULIAN ASSANGE NEGLI STATI UNITI  

 

L’Alta Corte di Londra ha ribaltato la sentenza di primo grado che negava l’estradizione di Julian Assange dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Il caso verrà quindi rinviato al tribunale di grado inferiore per essere nuovamente dibattuto. 

A ricorrere all’Alta Corte era stato il team legale statunitense che si opponeva al divieto di estradizione sulla base di un possibile pericolo di suicidio legato al trattamento giudiziario e carcerario negli Stati Uniti.

I giudici britannici hanno accolto le rassicurazioni sul trattamento in carcere di Assange, una volta che fosse estradato negli Stati Uniti, fatte dalle autorità di oltre oceano per evitare un temuto suicidio. Lord Burnett ha infatti dichiarato: “Questo rischio è a nostro giudizio escluso dalle rassicurazioni che vengono offerte”. E ha aggiunto: “Questa conclusione è sufficiente per determinare il ricorso a favore degli Stati Uniti”. 

“Un grave errore giudiziario”. Cosi’ Stella Moris, compagna di Julian Assange e membro del suo team legale, ha definito, in un post pubblicato su Twitter da Wikileaks, il verdetto dell’Alta corte di Londra. Moris ha annunciato la volontà di fare ricorso “al più presto possibile” alle autorità giudiziarie del Regno Unito. 

II 50enne australiano fondatore di Wikileaks che Washington insegue senza tregua da oltre 10 anni, per la diffusione di documenti segreti, rischia una condanna a 175 anni di carcere negli Stati Uniti se estradato. (Ansa)

In un comunicato rilasciato dal Partito della Rifondazione Comunista S.E. il Segretario Maurizio Acerbo così si esprime appena appresa la notizia della sentenza dell’Alta Corte del Regno Unito.

”L’Alta Corte ha sentenziato che il giornalista Julian Assange potrà essere estradato negli Stati Uniti dove rischia una condanna a 175 anni di carcere per spionaggio. La sua colpa sarebbe quella di aver rivelato documenti riservati, cioè di aver fatto giornalismo. Siamo tornati ai tempi del processo e della condanna a morte dei Rosenberg?

L’Impero non perdona chi ha rivelato i suoi crimini. Il mito dello stato di diritto anglosassone evapora quando si tratta di dare una lezione a tutto il giornalismo non allineato.

La Gran Bretagna rimane la potenza coloniale e imperialista di sempre, alleata degli USA nelle criminali guerre degli ultimi decenni.

Julian Assange è perseguitato da 11 anni con la complicità di tanti presunti difensori dei diritti umani e della libertà di espressione. 

Il parere contrario del governo e il voto conseguente di quasi tutta la Camera dei Deputati rimarranno come segno della complicità italiana con questa persecuzione. 

Rilanciamo la mobilitazione per chiedere la liberazione di Julian Assange. 

Invitiamo a organizzare presidi #FreeJulianAssange”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.