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A MARIUPOL I CORRIDOI UMANITARI STENTANO A FUNZIONARE MENTRE UN EDIFICIO RESIDENZIALE ESPLODE 

 

Nonostante la creazione di corridoi umanitari per far uscire i residenti dalle città ucraine ancora pochissime persone hanno lasciato Mariupol a causa del blocco imposto dall’esercito nazionalista che sembra non sia più  controllato  da Zelensky.

Alle 10 di questa mattina, ora di Mosca, è iniziato il cessate il fuoco in alcune zone dell’Ucraina al fine di consentire la realizzazione di corridoi umanitari per far uscire i civili dalle città assediate. Ma nonostante la creazione di questi corridoi nella città di Mariupol sono pochissime le persone che hanno potuto lasciare il centro abitato a causa degli impedimenti dell’esercito ucraino.

Infatti le milizie e l’esercito ucraino non permetterebbero ai civili di lasciare la città, viene riferito da alcune fonti che gli abitanti sarebbero usati come scudi umani dai militari ucraini. Secondo le fonti cittadine invece sarebbe l’esercito russo ha non aver rispettato il cessate il fuoco continuando a bombardare gli insediamenti urbani di Mariupol e dei dintorni ed avrebbero per questo rinviato l’evacuazione dei cittadini.

“Le nostre unità hanno emesso tutti i pertinenti comandi di cessate il fuoco “, ha detto il leader di Donetsk Denis Pushilin, aggiungendo che nessuno ha lasciato Mariupol sabato attraverso il corridoio umanitario, mentre venerdì solo cinque cittadini sono riusciti a evacuare, “miracolosamente intrufolandosi tra i nazionalisti”. Ha anche indicato che “la debole governabilità da parte del regime di Kiev” potrebbe indurre i nazionalisti ucraini a non rispettare il regime di cessate il fuoco, riporta RT. 

Il ministero della Difesa russo ha poi confermato che non un solo rifugiato di Mariupol e Volnovaja ha raggiunto i corridoi umanitari, sostenendo che i nazionalisti ucraini impediscono ai civili di usarli. In particolare, hanno sottolineato che dopo l’annuncio di un cessate il fuoco temporaneo, le posizioni russe sono state colpite da Mariupol e un’esplosione è stata registrata in un edificio residenziale della città. 

Anche il rappresentante ufficiale della Milizia popolare di Donetsk, Eduard Basurin, ha denunciato che dopo l’annuncio del cessate il fuoco è stata registrata un’esplosione in città e ha riferito che ci sono persone che sono ancora sotto le macerie di un edificio.

“L’esplosione è arrivata subito dopo che è stato annunciato che il corridoio umanitario, presumibilmente con il permesso delle autorità ucraine, avrebbe iniziato a funzionare alle 10 del mattino.m ora di Mosca”, ha detto Basurin.

L’edificio residenziale a Mariupol sarebbe stato fatto esplodere dalle milizie ucraine che in precedenza lo avevano minato, secondo le fonti locali sotto le macerie ci potrebbero essere fino a 200 persone. Subito le autorità cittadine hanno accusato l’esercito russo di aver colpito con un missile l’edificio anche se non sono per il momento stati ritrovati reperti del missile.

Il cessate il fuoco per permettere l’evacuazione dei cittadini era stato concordato tra le autorità russe e quelle ucraine durante il secondo colloquio di pace svoltosi due giorni fa ma evidentemente qualcuno non lo sta rispettando. Le accuse sono reciproche: la Russia accusa le milizie ucraine di non rispettarlo mentre da parte ucraina viene addossata la responsabilità a Mosca. 

Se davvero le milizie ucraine sono le responsabili dei continui bombardamenti e del non rispetto del cessate il fuoco allora vuole dire che i governo di Zelensky non controlla più il suo esercito oppure bisogna non fidarsi delle promesse fatte da Kiev.

In ogni caso è gravissimo che il cessate il fuoco per far uscire i cittadini da Mariupol, che si trova, secondo quanto affermato dagli stessi abitanti, per la mancanza di generi alimentari, acqua e medicinali in una situazione al limite della sopportazione, non venga rispettato. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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