“UCRAINA DAL DOMBASS A MAIDAN. CRONACHE DI UNA GUERRA ANNUNCIATA” IL NUOVO LIBRO DI FRANCO FRACASSI

“UCRAINA DAL DONBASS A MAIDAN. CRONACHE DI UNA GUERRA ANNUNCIATA” IL NUOVO LIBRO DI FRANCO FRACASSI

 

Raccontare in poche righe il nuovo libro di Franco Fracassi “Ucraina dal Donbass a Maidan. Cronache di una guerra annunciata” è estremamente difficile in quanto talmente ricco di notizie ed avvenimenti che non possono essere condensati in questo poco spazio a mia disposizione.

“Questo libro è frutto di anni di esperienza diretta di cronista e di anni di inchieste. Ma è stato scritto in pochi giorni. Ne ho sentito la necessità dopo l’invasione russa e la debordante macchina di disinformazione a reti unificate che ne è seguita”, scrive l’autore alla fine del suo libro.

Infatti questo libro ha il grande merito di rompere la narrativa comune che vede nella Russia l’unica colpevole dell’attuale crisi dipingendo la sua dirigenza come irresponsabile e guerrafondaia. Franco Fracassi esamina con freddezza e lucidità tutti gli avvenimenti che hanno preceduto l’invasione russa dell’Ucraina tracciando un quadro complessivo da cui si evince che le responsabilità di quanto sta accadendo oggi hanno radici molto lontane e lo stato ucraino con la complicità dell’occidente non può chiamarsi fuori. 

Il libro inizia con un capitolo dedicato a come l’informazione abbia giocato in tutta questa crisi un ruolo fondamentale: creare il consenso dell’opinione pubblica attraverso i media rappresenta oggi come ieri la migliore forma per giustificare gli eventi che in futuro si vogliono mettere in scena.

Il libro, come detto, rompe la classica narrativa occidentale che per anni ha ignorato ad esempio che la guerra in Ucraina è iniziata subito dopo il colpo di stato seguito ai fatti di Piazza Maidan. Magistrale la ricostruzione di quegli avvenimenti che in occidente sono stati definiti come una rivolta del popolo ma che, secondo il racconto dell’autore, erano stati pianificati precedentemente. I cecchini appostati sugli edifici della piazza avevano il compito di uccidere chiunque si trovasse a tiro e le squadre erano costituite da membri appartenenti alle frange più estrema della destra ucraina come Settore Destro o Svoboda.

Franco Fracassi scrive  che “Dopo il colpo di Stato organizzato da Odessa (Gladio), a Maidan accaddero le seguenti cose. Primo. I neonazisti occuparono molte delle stanze del potere ucraino. Svoboda avrebbe ottenuto il vicepremier (Oleksandr Sych) e quattro ministri: difesa (Igor Tenjukh), ambiente (Andriy Mokhnik), agricoltura (Igor Shvajka), pubblica istruzione (Sergej Kvit). Un altro leader di Svoboda, Andriy Parubiy, che sarebbe divenuto segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa che controllava polizia e forze armate, mentre come suo vice avrebbe avuto Dmitriy Jaro- sh, il capo di Pravij Sektor. Come il futuro ministro dell’Interno Arsen Borisovič Avakov, anch’egli molto vicino al Settore Destro.

Un neonazista di Una-Unso (Dmitry Bulatov) sarebbe stato nominato ministro della Gioventù e dello Sport. Per completare il quadro, come Procuratore generale dell’Ucraina sarebbe stato scelto Oleg Makhnitskiy, di Svoboda, e come presidente della commissione Anticorruzione nazionale Tatyana Chornovol, di Una-Unso. Andriy Biletsky, capo del «battaglione Azov», sarebbe stato eletto deputato. I miliziani di Pravy Sektor avrebbero affiancato la polizia nella gestione dell’ordine pubblico delle principali città”. Quindi se i partiti di estrema destra davvero contavano poco in questa pseudo rivoluzione perché avrebbero ottenuto tutti questi posti chiave nel nuovo governo?

In “Ucraina dal Donbass a Maidan. Cronache di una guerra annunciata” l’autore non dimentica poi di ricordare quanto avvenne nel maggio del 2014 quando nella Casa dei Sindacati di Odessa vennero uccisi nella più totale indifferenza delle forze dell’ordine ucraine centinaia di persone che vi si erano rifugiate per sfuggire alla furia delle bande naziste che volevano fare giustizia degli ucraini parlanti russo della Crimea. Un’azione che non ha avuto nessun colpevole ma solo centinaia di persone arse vive nel rogo dell’edificio.

Ma la guerra in Ucraina è iniziata otto anni fa. La testimonianza di un uomo che abita a Lugansk citato nel libro ricorda che queste popolazioni sono state dimenticate da tutti e hanno subito ogni sorta di angheria da parte dell’esercito ucraino e dalle bande paramilitari come il famoso Plotone Azov.

“Incontrato in un mercato improvvisato mi ha detto: ‘Che è vita, questa? Perché il governo ci odia così tanto? Ci accusano di essere fascisti. Ma, secondo lei, io sono fascista? Questa donna accanto a me è una pericolosa terrorista? Non si rendono conto che stanno facendo molto male alla gente che hanno giurato di difendere’. C’è chi cucina accendendo un falò nel giardino davanti casa e chi passa le nottate nel buio in un angusto sottoscala per paura delle bombe. In tanti passano buona parte della loro giornata alla ricerca del cibo. ‘Io non avevo problemi. Prima della guerra facevo il commerciante alimentare. Ho i miei canali di rifornimento. Sono gli altri a venire da me. Cerco di aiutare quanta più gente che posso. Ma non è mai abbastanza. Ci sono troppe persone disperate qui a Lugansk’. Qui c’è anche un problema di denaro. In qualche modo un po’ di cibo arriva. Ma molti non sanno come pagarlo. Gli stipendi non vengono pagati, come le pensioni e le banche sono chiuse. ‘Non tutti sono disposti a cedere il cibo gratuitamente’. E così c’è chi si arrangia. Alcuni per placare la sete bevono l’acqua delle fontane (quando c’è ancora), altri raccolgono l’acqua dentro secchi quando piove. ‘Lavarsi? È un lusso. I ricchi usano l’acqua minerale’”.

Un libro che nella sua completezza apre una breccia nell’informazione a senso unico che nel nostro paese vige sulla questione ucraina ed affronta argomenti che non ti aspetti come i collegamenti tra il nascente Stato Islamico, conosciuto anche come ISIS, e lo stato ucraino oppure la visita dell’allora vicepresidente Joe Biden ad Odessa il giorno prima dei fatti avvenuti alla Casa dei Sindacati. Od ancora il fatto che l’Ucraina sia il paese che dispone delle riserve maggiori al mondo di gas da scisti oppure che le sue terre molto fertili fanno gola alle multinazionali delle colture transgeniche. 

Insomma un libro da leggere obbligatoriamente per capire le dinamiche che hanno portato allo scoppio della guerra in Ucraina allontanandosi dalla classica narrativa. Un libro che dopo la sua lettura farà capire al lettore che è ancora possibile pensare con la propria testa senza cadere nelle molte notizie addomesticate solo perché servili alla retorica atlantica suggerita dagli Stati Uniti.

Il libro di Franco Fracassi si conclude con queste parole che dicono tutto “Infine, un ringraziamento a tutti coloro che leggeranno questo libro. Perché avranno compiuto un gesto eroico. In un momento in cui la curiosità ha abbandonato questo mondo e il pensiero unico anti russo si è affermato come dogma esclusivo, decidere di leggere un racconto disso- nante, seppur veritiero, è una prova di coraggio, umano e intellettuale.” 

L’autore ringrazia inoltre per la collaborazione nella realizzazione del suo testo Jenny Gaia Ficcadenti, Elisabetta Frezza, e Francesca Leanza. 

Il libro è distribuito direttamente dall’autore e può essere richiesto scrivendo alla e-mail francofracassi1@gmail.com

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.