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GUSTAVO PETRO DENUNCIA UN POSSIBILE COLPO DI STATO IN COLOMBIA SE AVVENISSE IL RICONTEGGIO TOTALE DELLE SCHEDE ELETTORALI PER IL SENATO 

 

Il candidato del Patto Storico Gustavo Petro denuncia che il riconteggio totale delle schede delle votazioni per il Senato della Colombia, se avvenisse, equivalrebbe ad un vero e proprio colpo di stato data la mancanza di trasparenza.

Il 13 marzo scorso in Colombia si sono svolte le elezioni legislative per l’elezioni dei membri della Camera e del Senato. Nelle elezioni per il Senato il Patto Storico, la coalizione che raggruppa parte delle forze di sinistra, il cui leader è Gustavo Petro ha denunciato brogli elettorali ed ha chiesto il riconteggio immediato delle schede.

La denuncia del Patto Storico si basava tra le altre cose sul fatto che in oltre 29 mila seggi elettorali la sua coalizione non aveva ottenuto nemmeno un voto. Ciò significa che nel 26 per cento delle sedi elettorali nessun  colombiano aveva espresso la propria preferenza elettorale per Gustavo Petro, cosa piuttosto improbabile dato che nelle elezioni primarie che si svolgevano congiuntamente alle elezioni legislative i colombiani avevano espresso la propria preferenza per il candidato del Patto Storico in più di 4,5 milioni.

Dopo la denuncia sono state riconteggiate le schede di circa il 25 per cento dei seggi elettorali e per miracolo o perché i brogli denunciati erano verosimili al Patto Storico sono stati convalidati altri 390 mila voti che hanno fatto sì che i senatori a loro assegnati siano passati da 16 a 19. Gli errori sono stati imputati ad errori umani, cosa anche questa poco probabile dato che è assolutamente impossibile che in una sezione elettorale su quattro ci si possa essere sbagliati a riempire il modulo riepilogativo. Era anche stata denunciata l’impossibilità ad inserire nel sistema elettronico con cui vengono inviati i risultati i voti ottenuti dal Patto Storico.

Appresa la notizia dei nuovi risultati che assegnavano altri tre Senatori al Patto Storico l’ex presidente colombiano Alvaro Uribe, leader del Partito Centro Democratico, ha dichiarato che questi risultati non  possono essere accettati ed ha esortato il popolo al colpo di stato. 

In Colombia non possono perdere i partiti tradizionali di destra che hanno sempre governato il paese sud americano e per questo  il cancelliere nazionale della Colombia chiederà un riconteggio generale dei voti al Senato per le recenti elezioni legislative

Il candidato alla presidenza della coalizione di sinistra colombiana del Patto storico, Gustavo Petro però non ci sta: infatti ha denunciato che è in corso “un vero colpo di stato” in occasione delle recenti elezioni legislative nel Paese sudamericano, dopo che il cancelliere nazionale, Alexander Vega, ha annunciato che intende richiedere al Consiglio Elettorale Nazionale (CNE) un riconteggio generale dei voti delle elezioni per il Senato.

Riguardo a questa decisione Gustavo Petro ha dichiarato che “Quello che il cancelliere sta facendo oggi si chiama frode. La catena di custodia delle schede è terminata sabato. In questo momento potrebbero riempire le schede elettorali”. La custodia delle schede elettorali infatti al momento non è più sicura e chiunque potrebbe aprire le borse che le contengono e sostituirle con altre, ha affermato il Senatore Ivan Cepeda a Telesur.

“Queste elezioni lasciano ogni sfiducia”, ha aggiunto l’ex presidente Alvaro Uribe, che ha chiesto il riconteggio dei voti dopo il conteggio non accettando il verdetto prima espresso.

A lui si è subito unito lunedì, poco prima di mezzogiorno, il presidente colombiano, Iván Duque, che fa parte del Centro Democratico.  Attraverso il suo account Twitter, ha affermato che “per dare ai cittadini fiducia nella trasparenza del processo elettorale, è opportuno considerare, da parte del Cne, di procedere con un riconteggio generale alle elezioni per il Senato”. Guarda caso Ppochi minuti dopo la raccomandazione di Duque, il cancelliere nazionale, in una conferenza stampa, ha annunciato che chiederà al CNE un riconteggio generale dei voti del Senato questo martedì.

Per il Patto Storico i rischi di brogli durante il riconteggio sono troppo alti anche perché la maggior parte  dei voti sono nelle mani del CNE  e dei cancellieri dipartimentali, entrambi nelle mani di Uribe. Non esiste una catena di custodia trasparente per i voti espressi ed  il riconteggio senza trasparenza è una frode.

Inoltre il riconteggio totale, avvertono dal Patto Storico, crea molta confusione nella popolazione già molto poco avvezza a recarsi alle urne e che considera la politica attuale non rappresentativa dei loro interessi. Il riconteggio poi temono che possa far slittare le elezioni presidenziali nel paese programmate per il 29 maggio prossimo che vedono Gustavo Petro come vincitore.

Insomma in Colombia quando non vincono i partiti di destra sponsorizzati dall’ex Presidente e capo indiscusso della politica colombiana Alvaro Uribe tutto è possibile anche un riconteggio totale delle schede fatto passare per una misura di trasparenza ma che invece potrebbe celare un colossale broglio elettorale. Nel paese sud americano sembra proprio che un’elezione democratica non sia possibile. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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