Il battaglione Azov

I MILIZIANI DELL’AZOV CHIEDONO AIUTO A PAPA FRANCESCO PER SCAMPARLA 

 

Mentre il cappio al collo dei miliziani del battaglione Azov ancora asserragliati nel complesso industriale Azovstal di Mariupol si fa sempre più stretto al contempo il loro grido “vittoria o Valhalla” si fa sempre più fioco. 

Gli uomini del reggimento Azov intrappolati nell’Azovstal di Mariupol proseguono a rivolgersi ai leader occidentali chiedendo loro di mediare con Putin. Oggi il vicecomandante Palamar, noto come “Kalina”, si è rivolto alle autorità israeliane chiedendo di convincere Putin a risparmiare le loro vite, concedendo loro un corridoio verso paesi terzi o verso  quell’Ucraina che aveva ordinato loro di non arrendersi. 

Nel frattempo la moglie del comandante Prokopenko ha fatto visita al Papa in Vaticano. Le porte del Valhalla, ora che sembrano davvero vicine, non sono più una meta così desiderata per coloro che per anni hanno fatto del motto “vittoria o Valhalla” uno dei propri pilastri. 

Gli uomini di Prokopenko vorrebbero avere la possibilità di lasciare l’accerchiamento con armi e vessilli in mano, senza considerare la resa e le condizioni di Mosca, che più volte ha proposto ai combattenti ucraini di deporre le armi e di consegnarsi ai suoi militari. (Rangeloni News)

Secondo alcune fonti sembrerebbe che nei cunicoli sotto l’acciaieria di Mariupol anche l’acqua sarebbe terminata, quindi a questi  eroi, come persino sono stati chiamati, non dovrebbero restare molti giorni.

Insomma ai prodi guerrieri dell’Azov sembra proprio non resti molto tempo e per questo chiedono a Papa Francesco un’intercessione per permettergli di scappare e farla franca con il rischio che, se questo avvenisse, ce li ritroveremo in giro per l’Europa a commettere azioni violente armati fino ai denti grazie alle ingenti quantità di armi che ogni giorno arrivano in Ucraina e che non sappiamo in quali mani cadono.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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