Soldati dell’esercito ucraino

TESTIMONIANZE DA MARIUPOL: “SIAMO SCESI NEL SEMINTERRATO UN MINUTO PRIMA CHE IL PROIETTILE COLPISSE LA NOSTRA CASA”

 

Continuano i bombardamenti da parte dell’artiglieria ucraina in varie città della Repubblica Popolare di Donetsk inclusa la sua capitale mentre dalle città liberate arrivano testimonianze dei sopravvissuti ai alle bombe.

Le truppe ucraine continuano a bombardare diverse città della Repubblica popolare di Donetsk, inclusa la sua capitale, Donetsk, mentre la città meridionale di Mariupol si riprende dopo aspri combattimenti.  Una troupe  di RT ha parlato con diverse famiglie, che hanno raccontato come sono riuscite a sopravvivere in mezzo al fuoco delle forze ucraine. Dalle loro parole poi traspare una evidente  e  speranza di un futuro migliore per la città.

Le aree residenziali che si trovano nelle vicinanze dell’acciaieria Azovstal sono una chiara testimonianza  di come il conflitto armato ha spezzato molti destini.  Nella regione, il nome Azov è associato al pericolo, alle case distrutte, alle vite spezzate e coloro che sono sopravvissuti si considerano già fortunati ad essere ancora vivi.

Dalle città liberate come Mariupol continuano ad arrivare le testimonianze dei cittadini che sono sopravvissuti ai bombardamenti e fortunatamente sono ancora vivi nonostante abbiano visto in faccia la morte. 

È il caso di Aliona, i cui due figli hanno deciso di scendere nel seminterrato della sua casa pochi secondi prima dell’impatto di un proiettile dell’artiglieria ucraina.  La casa è stata ridotta in macerie e un incendio è scoppiato appena sopra il seminterrato.  Poco dopo, sul posto è intervenuto uno dei vicini per aiutare i bambini.

“Aliona ha iniziato a urlare: ‘I miei figli stanno bruciando vivi!’ Penso che qualsiasi uomo avrebbe fatto lo stesso di me. Sono andato lì e li ho salvati”, dice il vicino.  La madre dei minori racconta che quel giorno anche lei ha visto la morte in faccia poiché un proiettile è esploso  molto vicino al suo corpo.

Disgraziatamente , non tutti i membri della famiglia di Aliona hanno avuto la stessa fortuna che hanno avuto lei ed i suoi figli: in seguito all’esplosione del proiettile, suo padre ha subito una grave ferita al torace ed è morto pochi minuti dopo.

La donna ed i suoi figli ora vivono nella casa di un vicino, ma sono ottimisti. “Penso che tutto tornerà normale quando l’Azovstal si arrenderà, poi penso che ricostruiranno la città e sarà ancora meglio”, dice la figlia di Aliona. 

“Spero che tutto venga ricostruito e che torneremo a vivere qui, perché non voglio andare in nessun’altra città, voglio restare qui”, dice un’altra ragazza. (RT)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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