Attentato a Melitopol

INIZIA LA STRATEGIA DEL TERRORE: AMELITOPOL UN’AUTO ESPLODE E FERISCE TRE PERSONE 

 

Un attentato nella città ucraina  di Melitopol contro un’auto che trasportava dei volontari che stavano distribuendo aiuti umanitari alla popolazione ha causato tre feriti.

Secondo quanto riferito da un membro dell’amministrazione militare civile di Zaporizhia, Vladimir Rogov, una forte esplosione ha scosso il centro della città ucraina di Melitopol riempiendo le vie della città di un denso fumo nero. 

Rogov ha descritto quello che è successo come un attacco ed ha attribuito la paternità dell’esplosione a un gruppo sovversivo ucraino. “Il gruppo sovversivo ucraino è dietro l’attacco, ma in realtà è un gruppo terroristico”, ha affermato, sottolineando l’importanza di rafforzare le misure di sicurezza antiterrorismo.

La città di Melitopol è stata recentemente liberata ed è sotto la protezione delle forze russe quindi non si può escludere la matrice terroristica dell’attacco  compiuto per creare un clima di terrore nella popolazione locale.

Nell’esplosione sono rimaste ferite tre persone, due delle quali sono state ricoverate in ospedale. “Una donna di 28 anni e un uomo di 25 sono rimasti feriti, sono volontari che si dedicano a fornire aiuti umanitari a Melitopol e dintorni”, si legge nella nota rilasciata dalle autorità locali.

Secondo una fonte delle forze dell’ordine cittadine, l’esplosivo è stato piazzato in una botola della fogna ed è stato attivato mentre l’auto dei volontari attraversava l’area. Sul luogo dell’esplosione, secondo quanto pubblicato da Sputnik, sono state trovate palline di piombo.  L’auto è stata completamente bruciata, i finestrini rotti e la carrozzeria è stat.a danneggiata.

Le autorità hanno descritto quanto accaduto come un “attacco volto a destabilizzare la vita pacifica della città”. A sua volta, il sindaco della città, Galina Danílchenko, parlando al canale russo Rossiya 24 ha definito l’esplosione “un cinico attacco del regime di Kiev, volto a spaventare gli abitanti”.

“E’ una situazione terribile, il regime di Kiev non può accontentarsi del fatto che gli abitanti di Melitopol non vogliono più avere nulla a che fare con le autorità di Kiev, vogliamo vivere una nuova vita”, ha sottolineato il sindaco.

Era del tutto prevedibile che dopo la liberazione di ampie zone del Donbass le azioni di destabilizzazione  da parte delle milizie ucraine diventassero di tipo terroristico anche perché questi gruppi possono contare su innumerevoli quantità di armi ed di esplosivi oltre alla protezione delle autorità di Kiev. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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