L’impresa petrolifera venezuelana PDVSA

ANCHE L’ITALIANA ENI TRA LE SOCIETA’ CHE POTRANNO IMPORTARE PETROLIO VENEZUELANO 

 

La scorsa settimana l’amministrazione statunitense ha concesso licenze speciali a varie compagnie petrolifere, tra cui ENI, per commercializzare il petroli venezuelano in Europa sperando  di soppiantare quello russo.

Il Presidente della Repubblica del Venezuela Nicolas Maduro ha dichiarato ieri durante un’intervista che gli Stati Uniti hanno concesso delle licenze speciali ad alcune imprese petrolifere europee e statunitensi per commerciare il petrolio venezuelano. Le imprese sono la statunitense Chevron , la spagnola Repsol e L’italiana ENI. Il motivo di questo limitato allentamento delle sanzioni statunitensi verso il Venezuela che gli permetterà di vendere il proprio petrolio negli Stati Uniti ed in Europa va ricercato nella necessità di sostituire il greggio di provenienza russo.

Le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti e dalla sodale Unione Europea alla Russia prevedono come noto l’embargo sulle forniture di petrolio. Ciò ha provocato un forte aumento del suo prezzo e per questo gli Stati Uniti hanno concesso le licenze speciali a Chevron, Repsol ed ENI nella speranza che possa calare. Secondo molti analisti però il prezzo non scenderà di molto date le esigue quantità di petrolio che arriveranno in Europa dal Venezuela, inoltre non sarà sufficiente per sostituire il greggio russo in tempi brevi.

La compagnia petrolifera italiana Eni e la spagnolaRepsol potrebbero iniziare a spedire petrolio venezuelano in Europa già il mese prossimo per compensare la mancanza  del greggio russo, riprendendo gli scambi che si erano interrotti due anni fa quando Washington ha inasprito le sanzioni contro il Venezuela, ha riferito Reuters.

Il Presidente venezuelano Nicolas Maduro nel corso di un’intervista concessa a radio AM 530 ha dichiarato che “Una settimana fa gli Stati Uniti hanno fatto dei piccoli ma significativi passi, concedendo licenze alla statunitense Chevron, all’italiana  ENI ed alla spagnola Repsol) per esportare nei loro mercati naturali petrolio “e gas”. 

Le due società energetiche europee, che hanno una joint venture con la compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA, potrebbero usare le spedizioni di greggio per compensare i debiti in sospeso e gli arretrati dividendi.  Condizione fondamentale è che il petrolio ricevuto “deve restare in Europa. Non può essere rivenduto altrove”.

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden spera che il greggio venezuelano possa aiutare l’Europa a ridurre la dipendenza dalla Russia e spera inoltre di privare la Cina di parte del petrolio che riceve dal paese sud americano.

Insomma pur di attaccare economicamente la Russia dal paese sud americano. l’amministrazione di Joe Biden sta cercando di riallacciare le relazioni con l’acerrimo nemico sud americano. Parafrasando u vecchio proverbio popolare potremmo affermare che dove si sputa si lecca …

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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