L’attentato ai gasdotti North StreamL’attentato ai gasdotti North Stream

DMITRI POLIANKSI SULL’ATTENTATO AL NORTH STREAM: SEMBRA UN FILM DI HOLLYWOOD 

 

Il vice rappresentante permanente della Russia all’ONU Dmitri Polianksi, commentando l’indagine tedesca sull’attentato ai gasdotti North Stream 1 e 2, alla luce del recente arresto in Italia di uno dei responsabili, ha dichiarato che sembra più una rappresentazione di un  film di Hollywood piuttosto che un evento della vita reale.

L’ipotesi che l’ucraino arrestato in Italia la scorsa settimana abbia diretto il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel 2022 è “discutibile, diplomaticamente parlando”, ha detto Dmitri Polianksi.

“Vogliono che crediamo che un gruppo di subacquei ‘dilettanti’ sia in grado di posizionare un ordigno esplosivo a 80 metri di profondità al centro del Mar Baltico, ogni centimetro del quale è sorvegliato da paesi membri della NATO, e che nessuno se ne accorga o abbia aiutato questi ragazzi, che sono dei veri e propri malfattori senza alcun tipo di aiuto. Questo è tipico di un film di Hollywood, non della vita reale”, ha detto parlando alla stampa.

Polianski ha precisato che l’arresto dell’ucraino non significa che non sia uno dei responsabili, ma la Russia vorrebbe conoscere come siano andate realmente le cose. 

“Ma come abbiamo capito, potrebbero essere semplici capri espiatori, dal momento che non hanno agito da soli”, ha detto aggiungendo che “il problema non sta in ciò che è stato scoperto, ma nel fatto che il Consiglio di sicurezza [dell’ONU] e la comunità internazionale non sono ancora a conoscenza di questo tipo di indagine da tre anni” e che “i responsabili non hanno ancora reso conto delle loro azioni”.

“Questo è il nostro compito e penso che consegnarli alla giustizia dovrebbe essere un compito dell’intera comunità internazionale”, ha affermato Polianski.

Parlando alla riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul sabotaggio di Nord Stream, Polianski ha espresso la profonda insoddisfazione della parte russa per l’avanzamento delle indagini sulle esplosioni e ha accusato la Germania di nascondere informazioni cruciali al Consiglio di sicurezza.

Ha condannato la rinnovata narrativa dei media occidentali, “che intendono portare avanti una campagna mediatica coordinata” che promuove l’idea del non coinvolgimento di “nessuno Stato e nessun leader” negli attacchi di Nord Stream.

“Tuttavia, quasi tutti gli esperti che seguono questo caso concordano sul fatto che le agenzie competenti in Germania hanno chiaramente molte più informazioni sull’accaduto di quanto non rivelino in modo dosato nei media. Senza dubbio, hanno informazioni sui veri autori intellettuali e organizzatori del crimine”, ha detto Polianski.

Secondo il rappresentante russo, questi organismi “non vogliono o non possono renderla pubblica, tenendo conto degli evidenti costi di reputazione che ciò comporterebbe sia per la NATO che per le ex autorità statunitensi”, riferisce RT.

Sergei Kuznietsov di 49 anni è il primo arrestato del gruppo sospettato di aver compiuto l’atto di sabotaggio. La nostra polizia lo ha arrestato vicino alla località costiera di San Clemente poco prima della mezzanotte di mercoledì scorso. Gli investigatori hanno dichiarato di aver rintracciato Sergei Kuznietsov dopo che ha usato il suo passaporto ucraino per acquistare biglietti aerei dalla Polonia e effettuare il check-in in un hotel in Italia. 

Il 26 settembre 2022 i gasdotti sono stati fatti saltare in aria e subito tutti hanno incolpato la Russia di averli fatti esplodere, accusa questa del tutto ridicola e inverosimile, ma si sa è sempre colpa di Putin. Abbiamo per anni sostenuto che dietro questo atto terroristico c’erano gli Stati Uniti, adesso sarebbe interessante sapere come hanno preso la notizia dell’arresto di uno dei possibili esecutori, che guarda caso è proprio un ucraino, tutti quelli che hanno, consapevolmente, portato avanti la tesi che il Cremlino si sia fatto esplodere da solo i gasdotti.

Se poi volessimo davvero usare il tanto citato articolo 5 del trattato della Nato allora dovremmo attaccare l’Ucraina, dato che al momento solo Kiev e i suoi servizi segreti, risultano stare dietro l’attentato. Sì, perché un paese, l’Ucraina, non facente parte dell’alleanza, ha compiuto un attentato contro una struttura, i gasdotti North Stream, strategica per l’Europa.

Infine, avete notato che sulla vicenda dell’arresto dell’ucraino è calato un silenzio tombale, nessuno ne parla più. I nostri attenti giornalisti come potrebbero parlarne dato che tutte le responsabilità vengono gettate su Kiev? Se qualcuno davvero credesse che i soli colpevoli vanno ricercati in Ucraina potrebbe, magari, porsi il problema del perché continuiamo a sostenere Zelensky che con questa azione ha contribuito a farci aumentare le bollette del gas e dell’energia elettrica oltre a mettere in serio pericolo l’intera economia europea.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info  

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