L’UE VOLEVA APRIRE UN SECONDO FRONTE DI GUERRA CONTRO LA RUSSIA UTILIZZANDO LA GEORGIA
Il sindaco di Tbilisi, Kaja Kaladze, ha denunciato che l’Unione Europea avrebbe fatto pressione sul governo della Georgia affinché aprisse un secondo fronte di guerra contro la Russia.
Nella sua denuncia Kaja Kaladze afferma che i rappresentanti dell’Unione europea hanno promesso di fornire alla Georgia tutto il necessario per aprire un secondo fronte di guerra contro la Russia e hanno persino minacciato il paese di ritorsioni nel caso non lo facesse. Kaladze denuncia che il blocco europeo utilizza i benefici associati al processo di integrazione come arma contro lo Stato, come la possibile cancellazione del regime di esenzione dei visti per entrare nell’Unione Europea.
In questo contesto, ha indicato che il ricatto politico è legato al fatto che la Georgia non è stata coinvolta nel conflitto ucraino, non ha aperto un secondo fronte contro la Russia e non si è unita alle sanzioni contro Mosca, riferisce RT.
“Sono state inviate minacce dirette, ricatti e insulti all’ufficio del primo ministro [Irakli Kobajidze] per aprire un secondo fronte nel paese, così come le promesse che ci avrebbero aiutato in tutto, ci fornirebbero l’attrezzatura giusta”, ha rivelato, aggiungendo che ci sono prove che possono essere fornite. “Se necessario, agiremo sicuramente, ma ancora una volta, nell’interesse del paese è meglio lasciare tutto così com’è”, ha aggiunto.
Già nel marzo di questo anno il presidente del Parlamento georgiano, Shalva Papuashvili aveva denunciato pubblicamente che nel 2022 gli Stati Uniti avevano chiesto alla Georgia di entrare in guerra contro la Russia.
In quell’anno il direttore esecutivo del McCain Institute dell’Università dell’Arizona negli Stati Uniti, ex vice sottosegretario alla Difesa e membro del Partito Democratico Evelyn Farkas, ha chiesto alla Georgia di entrare in guerra con la Russia, secondo la denuncia di Shalva Papuashvili.
Il presidente del Parlamento ha sottolineato che le dichiarazioni non rappresentavano le opinioni personali di una figura specifica. “Questa è la posizione e il piano d’azione sviluppato e condiviso congiuntamente”.
Alla luce delle odierne denunce e a quelle fatte a suo tempo dal presidente del parlamento georgiano ora capite il motivo delle proteste dopo l’approvazione della legge sugli agenti stranieri della primavera dello scorso anno, le visite dei ministri europei nel paese nel maggio scorso dopo che il parlamento aveva approvato la controversa legge, la dichiarazione del commissario europeo Olivér Várhelyi nella quale affermava che il primo ministro georgiano avrebbe potuto fare la stessa fine del primo ministro slovacco Robert Fico, le sanzioni contro membri del partito Sogno Georgiano da parte degli Stati Uniti dopo l’approvazione della suddetta legge, le accuse di brogli e la richiesta di mobilitazione della popolazione dopo che il partito Sogno Georgiano aveva vinto le elezioni lo scorso ottobre. Se non vi viene in mente nulla suggerisco che forse il fatto di non aver adempiuto alle richieste statunitensi di aprire un secondo fronte di guerra contro la Russia abbiano fatto pensare al paese a stelle e strisce che era il caso di creare un’altra rivoluzione colorata per sostituire il legittimo governo con un altro che rispettasse gli ordini di Washington e di Bruxelles.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

