TRUMP: CUBA E’ UNO STATO FALLITO
Il presidente Donald Trump ha affermato in alcune dichiarazioni rilasciate ai giornalisti a bordo dell’Air Force One che Cuba è uno stato fallito.
Il presidente statunitense ha dichiarato che “Cuba è in questo momento uno stato fallito e non ha nemmeno carburante per gli aerei per farli decollare”, ha poi aggiunto che “Stiamo parlando con Cuba in questo momento e dovrebbero assolutamente raggiungere un accordo perché è vi è una minaccia umanitaria”.
Quindi, secondo Donald Trump. Cuba sarebbe uno stato fallito, ma non dice il motivo di questa situazione. Sembrerebbe che tutto sia dipeso da una catastrofe, un terremoto o l’atterraggio degli alieni che avrebbero distrutto il paese, ma le cause sono ben note: si chiamano blocco economico, commerciale e finanziario con tutte le successive misure coercitive applicate proprio dagli Stati Uniti.
La mancanza di carburante per gli aerei dipende non perché se lo sono mangiato o lo hanno usato per fare gite fuori porta, la catastrofe umanitaria a cui allude non è la causa di un improvviso attacco di locuste che hanno distrutto tutti i raccolti, sono invece le chiare conseguenze delle centinaia di sanzioni a cui Cuba è sottoposta e in particolare alla sua ultima invenzione per stringere definitivamente il cappio attorno all’isola.
L’ultima misura di pressione nei confronti del governo di L’Avana escogitata da Trump e dal suo scagnozzo Rubio è il blocco nelle forniture di combustibili all’isola, ecco spiegata la mancanza di jet fuel. Se Cuba, come dice Trump. è uno stato fallito non dipende dal popolo cubano, non dipende neppure dal suo governo come invece cercano di farci intendere, un governo che non sarebbe capace di far fronte alle necessità dei cubani, ma dalle innumerevoli sanzioni applicate all’isola dagli Stati Uniti.
Insomma caro Donald Duck le cause dei problemi a cui alludi dipendono da te stesso e da quelli che ti hanno preceduto alla Casa Bianca che hanno cercato in ogni modo, per oltre sessanta anni, di far capitolare la rivoluzione del 1959. Trump chiede al governo cubano di sedersi per raggiungere un accordo, ma di quale accordo si parla?
Cuba a differenza del Venezuela, e dell’Iran non dispone di petrolio e di importanti risorse economiche da barattare in cambio dell’allentamento del blocco. Potrebbe cedere la gestione della produzione di rum, dei sigari o dell’estrazione del nichel, ma si tratta di poca cosa. Allora cosa chiede Trump a L’Avana? Rinunciare alla rivoluzione ovviamente. Se riuscisse a far capitolare il governo per Trump sarebbe una vittoria straordinaria in vista delle prossime elezioni di medio termine di novembre. Potrebbe dire che è stato lui l’unico in grado di sconfiggere il nemico governo comunista in carica da oltre sessanta anni sull’isola, potrebbe affermare insomma che solo lui è riuscito a ridare la libertà e la democrazia al popolo cubano sottomesso per decenni alle tirannie del castrismo.
Una vittoria politica prima che economica. Poi prendersi il settore turistico, unica vera ricchezza dell’isola, non sarebbe affatto difficile. Cuba dispone di centinaia di hotel pronti a diventare lussuosi resort per il turismo a stelle e strisce, hotel chiaramente gestiti dai miliardari a stelle e strisce. Un buon affare dunque per Trump poter arrivare alla piena capitolazione del governo cubano stretto nella morsa di centinaia di sanzioni che impediscono all’isola un giusto sviluppo economico.
Infine nelle sue dichiarazioni ha sostenuto che non è necessario un’azione militare in stile venezuelano anche se sarebbe di facile realizzazione. Vuole continuare l’assedio all’isola un po’ come facevano nel medio evo quando venivano assediati i castelli che cadevano nelle mani degli aggressori per fame. Ma il medio evo è passato da tempo, ma pare non abbiamo imparato nulla perché alla fine la comunità internazionale sta permettendo agli Stati Uniti di compiere azioni che pensavamo essere solo pagine nei libri di storia.
Si permette che un popolo soffra pene indicibili causate dalle sanzioni statunitensi, lo stato che esporta la democrazia e le libertà nel mondo a suon di bombe o fame, senza batter ciglio perché tutti alla fine mangiano sulla tavola imbandita di Trump, spesso anche solo accontentandosi delle briciole che cadono sul pavimento.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info


Spero e credo fermamente nel grande popolo Cubano che saprà uscire da questa situazione incredibile
Patria o muerte venceremos ✊️