UN ALTRO ATTENTATO, FALLITO, CONTRO MADURO, APPENA RIELETTO, ED I SUOI MINISTRI

Appena il 6 dicembre scorso era stato sventato un atto terroristico che avrebbe dovuto uccidere il Presidente in carica del Venezuela, Nicolas Maduro, proprio nel seggio dove si sarebbe recato a votare.
Non sono passati 15 giorni e ci hanno riprovato… e noi continuiamo a credere che con Biden sarà diverso? Certo, continueremo a sperare in una soluzione negoziale che ponga fine allo strangolamento del paese socialista che ha appena rieletto con il 67% dei voti il successore di Chavez ma, pur con tutte le garanzie che il sistema di voto elettronico, con riconteggio manuale delle schede, da sulla regolarità delle elezioni in Venezuela, gli USA non riconosceranno mai un governo sudamericano di ispirazione anche solo socialdemocratica, come quello del Partito Socialista Venezuelano.
Questa domenica, 20 dicembre, sui social network e sui media privati hanno cominciato a circolare informazioni che hanno allarmato la popolazione venezuelana, come indicano diversi organi d’informazione.

Le Forze d’Azione Speciale (FAES) hanno tratto in arresto Dani José Castillo García e Jennifer Osuna Márquez; per il possesso di più di 1 chilo di esplosivo C-4 e 13 detonatori. Si tratta di due lavoratori impiegati presso la direzione dei servizi generali del palazzo presidenziale di Miraflores a Caracas.

Castillo García, 49 anni, lavora da 19 anni come cameriere nel Palazzo Presidenziale; è stato arrestato nei pressi del ponte Llaguno, a Caracas. Invece Osuna Marquez lavora come assistente di volo ed era presumibilmente incaricata di fornire l’esplosivo.

Probabilmente i due pianificavano un attentato esplosivo presso il palazzo presidenziale.

La procedura è stata affidata a una commissione della Direzione generale del controspionaggio militare (DGCIM), si attende ancora una pronuncia ufficiale. Non è ancora sicuro al momento si trattasse di un nuovo atto di terrorismo. Resta il fatto che avrebbe potuto mettere a rischio la vita di alti funzionari governativi, a cominciare da quella del presidente Nicolás Maduro e del suo seguito ministeriale, a cui Castillo aveva pieno accesso.

Il materiale sequestrato

Secondo quanto si apprende al momento le forze speciali avrebbero provveduto a sequestrare:
Oltre 1 chilo di esplosivo C4 diviso in 9 pezzi;
11 detonatori;
2 detonatori;
1 stoppino di sicurezza;
1 cellulare.
Circola in rete un video con le dichiarazioni di Castillo. L’uomo conferma che lavora a Miraflores dal 2001 e che una “collega” gli ha fornito l’esplosivo.

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