CUBA: LANCIATA UNA BOMBA MOLOTOV CONTRO UN NEGOZIO A L’AVANACUBA: LANCIATA UNA BOMBA MOLOTOV CONTRO UN NEGOZIO A L’AVANA

LE AZIONI VIOLENTE A CUBA NEL RACCONTO DI GARCÍA RÍOS

 

Attraverso le reti sociali vengono reclutate persone disposte a compiere azioni violente a Cuba, García Ríos racconta la sua esperienza a Razones de Cuba.

Non è cosa nuova scoprire che dagli Stati Uniti arrivino a Cuba fiumi di dollari per promuovere azioni violente sull’isola per incitare alla sovversione ma con l’avvento delle reti sociali questa attività terroristica ha avuto una notevole espansione.

Fin dal trionfo della rivoluzione cubana i vari governi che si sono succeduti alla Casa Bianca hanno messo tra i primi posti nella loro agenda la riconquista di Cuba. Tutto è stato tentato per sovvertire il legittimo governo rivoluzionario: attentati, tentativi di invasione, bombe su aerei in volo, uso di armi chimiche e molto altro. Negli ultimi tempi grazie alle reti sociali ed alla espansione di internet sull’isola la propaganda anti cubana si è fatta più aggressiva e riesce a raggiungere molte più persone. La strategia è sempre la stessa: inondare di messaggi che criticano qualunque azione governativa allo scopo di inculcare nelle menti la retorica che il governo è incapace di risolvere le necessità della popolazione.

Parallelamente a questo costante bombardamento mediatico da Miami vengono reclutate sull’isola persone per compiere azioni vandaliche che solo per miracolo non procurano morti e feriti tra la popolazione che hanno lo scopo di indurre i cubani all’insurrezione. In prima linea in questa  guerra lanciata contro lo stato cubano  troviamo l’organizzazione denominata  Nuova Nazione Cubana in Armi (NNCA) che ha sede a Miami. I loro principali capi sono Willy González e Kiki Naranjo, entrambi residenti negli Stati Uniti. Incitano a una guerra in territorio cubano, per la quale raccolgono armamenti e addestrano paramilitari in territorio statunitense.

Ora pensiamo cosa succederebbe se uno stato estero iniziasse a pagare persone varie negli Stati Uniti per compere attentati sul loro territorio. Non passerebbero 48 ore per vedere decollare dalle numerose basi militari statunitensi nel mondo bombardieri che ridurrebbero quel paese in un ammasso di macerie. Ma se a pagare sono gli Stati Uniti per portare la democrazia in un’altra nazione la comunità internazionale non se ne preoccupa minimamente.

Uno dei più attivi sulle reti sociali per reclutare persone a Cuba per compiere azioni violente è Amijail Sánchez González che con il profilo falso di Alfredo González recluta cubani disposti a compiere sabotaggi ed attentati sull’isola. D’altra parte, Manuel Milanés Pizonerose lo cataloga come influencer sui social network. Divulga notizie false e travisa la realtà cubana. Promuove l’organizzazione controrivoluzionaria Cuba Primero che negli ultimi mesi è stata strettamente legata all’ala violenta e terroristica della comunità cubana negli Stati Uniti, anche lui risiede a Miami, Florida, dal 2017.

In un intervista concessa al sito internet Razones de Cuba García Ríos arrestato dalla polizia per aver compiuto azioni violente a L’Avana racconta la sua esperienza terroristica a Cuba. García Ríos nell’intervista dice di aver trovato il profilo di Alfredo González sulle reti sociali e di aver iniziato a chattare con lui. Lo ha inondato di notizie e messaggi che attaccavano il governo ed il sistema cubano. Lo ha convinto ad unirsi alla sua organizzazione e lo ha spinto a compiere azioni violente contro istituzioni governative, tribunali, sedi di organizzazioni di massa e simili.

Per García Ríos il primo passo è stato quello di identificare un obiettivo da colpire, ha deciso per gli archivi del  Tribunale Comunale del Centro Habana. Ha fotografato il luogo ed ha inviato le immagini negli Stati Uniti per avere l’approvazione ed i dettagli di come si doveva svolger l’operazione. Una volta approvato il progetto ha ricevuto dei soldi per il suo lavoro e per acquistare il necessario   per confezionare due bottiglie molotov che poi lancerà contro il Tribunale.

Dagli Stati Uniti rimasero molto soddisfatti per quanto aveva fatto e gli chiesero di continuare a cercare luoghi da attaccare. Ha quindi identificato la Direzione Provinciale del Comitato di Difesa della Rivoluzione, sempre a L’Avana, quale prossimo obiettivo da colpire. La procedura è stata la stessa, fotografare il luogo, spedire le immagini negli Stati Uniti, aspettare il benestare, ricevere i soldi e confezionare le bottiglie molotov che sono state lanciate contro l’edificio.

Dopo i due attentati dimostrativi compiuti nella capitale volevano alzare il tiro. Era stato programmato di compiere attentati contro infrastrutture elettriche per causare dei blackout. Fu identificato un traliccio nella parte ovest della capitale in prossimità della centrale elettrica di Mariel. L’attentato doveva essere compiuto con alcune auto e per questo era già stato addestrato altro personale. L’idea era quella di lasciare L’Avana senza corrente e questo avrebbe creato molti problemi e disappunto nella popolazione. Inoltre stavano pensando di colpire un parco fotovoltaico e compiere azioni simili anche a Camaguey, nel centro dell’isola, ed a Santiago de Cuba, in oriente.

Nonostante le prove che inchiodano i tre cubani residenti negli Stati Uniti nell’organizzazione di queste azioni terroristiche Washington continua a dargli protezione ed ovviamente, attraverso le varie organizzazioni che si occupano di esportare la democrazia ed i valori occidentali nei paesi che non si sono piegati alle politiche della Casa Bianca, consegna continui fiumi di dollari per alimentare il terrorismo a Cuba.

Un altro attentato era stato compiuto sempre a L’Avana il 12 agosto quando due individui lanciarono una bottiglia molotov contro un negozio della catena Tiendas Caribe nel Municipio 10 de Octubre. In quella occasione i due individui, uno di 39 anni che ha viaggiato venti volte tra Cuba e gli Stati Uniti, risiedendo in entrambi i paesi, l’altro, di 38 anni, è un suo vicino di casa residente nello stesso municipio dove è stato realizzato l’atto vandalico, sono stati arrestati appena un’ora dopo l’attentato grazie alle segnalazioni della popolazione.

Il 23 agosto si registrarono proteste e disordini nella città di Nuevitas, nella provincia di Camagüey, a seguito dei continui blackout elettrici, che apparentemente potevano anche essere considerate spontanee ma dopo un attenta analisi si dimostrarono organizzate e dirette da individui legati ai gruppi controrivoluzionari di Miami.

Da quanto si può ascoltare nelle varie registrazioni pubblicate sul sito Cubadebate sembrerebbe proprio che dietro a queste manifestazioni che apparentemente sarebbero state fatte per protestare contro i numerosi blackout ci sia una precisa regia. In uno di questi audio pubblicati si sente chiaramente una voce femminile che incita i manifestanti a non colpire le pentole facendo solo rumore ma a tirare pietre, a appiccare incendi ed a colpire le forze dell’ordine. 

In un video pubblicato su Facebook una persona esorta tutti i cubani a non lasciare sola Nuevitas e a estendere le proteste a tutta l’isola. In vari video pubblicati su Youtube si possono ascoltare consigli impartiti da noti controrivoluzionari residenti negli Stati Uniti su come mettere in atto un’insurrezione. Viene consigliato di occupare i municipi delle città, salire sui tetti ed imprigionare il personale in una stanza senza finestre. Quando poi arriverà la polizia rinchiudere anche loro nella stessa stanza. Altro dispensatore di consigli incita i cubani a realizzare bottiglie molotov e lanciarle contro le istituzioni pubbliche e scendere per le strade ad uccidere. L’ordine generale di questi youtuber è punire e persino uccidere i comunisti.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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